Rassegna storica del Risorgimento
TUVERI GIOVANNI BATTISTA
anno
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1991
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pagina
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279
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Vita dell'Istituto
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TORINO. Negli ultimi due anni, 1989 e 1990, il Comitato di Torino ha intensificato la propria attività e reso più costante la presenza nel tessuto culturale piemontese.
Ha iniziato con il rinnovamento della sede a Palazzo Carignano, inaugurata il 29 maggio 1989 alla presenza di circa 250 persone e con l'intervento del Presidente dell'Istituto, prof. Emilia Morelli, dei Presidenti di altri Comitati e di varie autorità, tra le quali l'Assessore alla Cultura della Regione Piemonte.
Ha inoltre ripreso le pubblicazioni della propria antica e prestigiosa collana di fonti e monografie sulla storia piemontese, con la pubblicazione, alla fine del 1988, del XII volume della nuova serie, col libro di U. Levra, L'altro volto di Torino risorgimentale. 1814-1848 , che ha avuto un notevole successo di pubblico e di critica (15 recensioni) e che ha posto il Comitato stesso nella condizione di procedere ad una ristampa nel 1989, di fronte al perdurare delle richieste e delle adozioni universitarie.
Il Comitato di Torino si è inoltre impegnato a fondo nella promozione degli studi e dell'interesse per la storia risorgimentale, sia a livello scientifico, sia di alta divulgazione. Sul piano dell'alta divulgazione, ha organizzato varie conferenze presso istituti superiori di istruzione, biblioteche, associazioni culturali, comuni piemontesi. A livello invece di studi, ha avviato un'importante iniziativa di ricerca in collaborazione con il Comune di Torino e la Regione Piemonte, denominata Fonti e strumenti per la storia di Torino , la quale ha avuto per il rilievo scientìfico l'alto patronato del Presidente della Repubblica; ha inoltre aderito ad alcune iniziative culturali studi, convegni, mostre in occasione del bicentenario della Rivoluzione francese. Ha infine istituito un Premio per gli studi storici sul Piemonte nell'Ottocento e nel Novecento , di tredici (milioni di lire, in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte. Tale premio ha caratteristiche diverse da quelli per lo più esistenti, e si propone di valorizzare gli studi storici sull'Ottocento e il Novecento in Piemonte non tanto con un contributo a un lavoro già completato, anche se non pubblicato, ma piuttosto partendo da una ricerca che appaia meritevole di un ulteriore approfondimento e rielaborazione, per sostenerla e incentivare l'autore a completarla e finalizzarla a una pubblicazione da mettere a disposizione del mondo degli studi. Una apposita commissione esaminatrice ha valutato i sei concorrenti alla prima edizione {tutti di ottimo livello) ed ha attribuito il premio nella prima edizione 1989-90; il Comitato di Torino ha successivamente provveduto ad esercitare la funzione di tutoraggio scientifico nei confronti del vincitore del premio durante il completamento delle ricerche, e si accinge a pubblicare l'eccellente libro così prodotto; intanto sta per bandire la nuova edizione 1991-92 del premio.
Umberto Levra
TRENTO. Il numero dei soci non diminuisce, ma neppure aumenta; il Comitato esiste nei termini statutari, ma da tempo non svolge attività diretta di manifestazioni pubbliche o di pubblicazioni.
Intensa è invece l'attività di studi e pubblicazioni dei suoi membri in materia di Storia del Risorgimento, sia locale che extra regionale. Da questo punto di vista ai può ritenere soddisfacente l'apporto dei soci del Comitato agli studi risorgimentali.
I centri di studi storici nel Trentino, che conta in tutto mezzo milione di abitanti, o meno, sono comparativamente al numero di essi molti, alcuni dei quali di lunga tradizione come la più che bisecolare Accademia Roveretana degli Agiati e la Società di Studi Trentini di Scienze Storiche con più di settantanni di vita; altri più recenti, ma dotati di larghi mezzi come l'Istituto Storico Italo-Gcrmanico. In tutti, i soci del Comitato sono presenti negli organi scientifici e/o direttivi; e tutti, anche se non come specifico fine istituzionale, si occupano anche di storia del Risorgimento.