Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1820
anno <1921>   pagina <50>
immagine non disponibile

50 M. MenyMìvl
La sera del 22 settembre il Mi.std.mppi ancorò nel golfo di Spezia* Colà, a causa dei regolamenti sanitari, il comandante del Lazzaretto intimò a quello della nave otto giorni di quaran­tena, che poi si ridussero a quattro, prescritti per provenienza dal Levante, dove serpeggiava il enotera, JK imitante la l'orzata permanenza, il Kossuth fu oggetto di calorose dimostrazioni da parte di quella popolazione. L' intoppo che incontrava alle leggi Sanitarie il vapore americano, a bordo del quale trovasi Kossuth scriveva il giorrfo dopo l'arrivo del Mississippi il corrispon­dente da Spezia dell'Itola e Popolo farà rimanere l'illustre ma­giaro nelle nostre acque sino al termine della quarantena deter­minata. Dacché egli è qui, il golfo di Spezia sembra divenuto un incantesimo. Ogni sera risplendono intorno illuminati varii punti ove siedono ì paesi e le ville. Nel giorno il golfo si po­pola di frequenti e numerose barchette che conducono da Lerìci, dalla Spezia, da San Terenzi, da Sarzana gli ammiratori di quel gran Genio della rivoluzione ungherese fin sotto al bastimento, a cui fanno corona. Kossuth è commosso infimo alle lagrime dalla simpatia che ha svegliato negli Italiani la sua gigantesca rinomanza, e a ogni tratto è costretto, salire sul cassero a rin­graziare colla voce, colle mani, e col fazzoletto agitato in aria il popolo, che si appaga di contemplarlo e di applaudir quegli. H sentimento che si palesa sul volto di tutti al suo apparire offre una scena che non si può descrivere, e che quanto è me­ravigliosa a vedersi, altrettanto è sensibile e commovente al­l'anima. Il saluto vicendevole di Viva l'Ungheria e Viva l'Italia echeggia per tutto all'interno del golfo da mattina a sera. La fisionomia di Kossuth si fa raggiante quando dalle sottoposte
sarò uni cani cute e sempre guidato da' miei doveri a crii tatto le forze della mia vita saranno energicamente, attivamente consacrato. Sono grato dello prove di simpatia ohe mi vengono dagli Italiani; sempre io amai l'Italia, e tutti i miei sforai tenderanno ad unir VUngheria e l'Italia in nno scopo unico. Ora ohe sono libero, sarò in grado di tare tutti i sagrinoli di cui mi sento'capace non solo per l'Ungheria, ma anciUe' per l'Italia) e dite altamente a tutti, e desidero; vivamente che ne siano persuasi tutti, elio io sono affatto liberò, non legato in alcun modo alla diplomazia. Questi due anni di esilio, in luogo tVa-vermi prostrato, mi hanno più ohe mai rinvigorita la volontà e la mente, tv sono convinto eoe la Provvidenza mi Ijai destinato, a una missione por la quale mi sento forze proporzionate .