Rassegna storica del Risorgimento

CONFRATERNITE LAICALI SICILIA
anno <1991>   pagina <294>
immagine non disponibile

294
Pietro Siino
smarrimento la loro opera avrebbe contribuito notevolmente ad orientare le confuse comunità di credenti.9>
Fu intorno alle chiese, e specialmente alle parrocchie, che ebbero modo di organizzarsi tali sodalizi. Non fu raro il caso di confraternite che convivevano all'interno di una stessa chiesa, avendo ciascuna un proprio altare per il culto.
In questo nostro breve discorso non si vuole ripercorrere il cammino degli illustri studiosi che si sono impegnati nella ricerca delle origini; a noi qui interessa, attraverso una modesta campionatura, tentare di rilevare la consistenza del fenomeno registratosi in Sicilia.
Gli studiosi del problema non hanno dedicato molto spazio al movi­mento dell'associazionismo laicale siciliano, giustificandolo col fatto che il fenomeno nell'isola non avrebbe avuto una diffusione degna di rilievo. 11 Monti aggiunge che la mancanza di documenti e di storie locali non permette una compiuta esposizione .,0> Dalla nostra prima sommaria indagine, condotta tra .mille difficoltà (rifiuto di sacerdoti a far mettere le mani tra le carte, disordine tra i documenti, mancanza degli stessi), emergono elementi che smentiscono il sospetto di irrilevanza del feno­meno, anzi noi siamo pervenuti al convincimento che nell'isola si dovette registrare un movimento organizzativo di notevole rilevanza del quale, ancora oggi, seppur con dimensioni, forme e finalità diverse, abbiamo testimonianza in molti comuni. Da una statistica del 1861 risulta che a quella data sopravvivevano nell'isola, tra confraternite assistenziali, opere pie e congregazioni che erano addette al sollievo degli infermi, degli indigenti e dei projetti , cinquemila istituzioni; da tale computo sono escluse le confraternite con esclusiva finalità di culto.10bis>
Allo stato attuale delle cose risulta quasi impossibile quantificare la consistenza del movimento, la cosa richiederebbe un impegno certosino da parte di una équipe per esplorare, riordinare, andare alla ricerca dei riscontri dove i documenti sono andati perduti; n) si può tuttavia affer­mare, senza timore di incorrere in errore, che nell'isola, tra ài XVII e il XVIII secolo si ebbe un tale proliferare di confraternite che nessun
9) G. G. MEERSSEMAN, Problemi di vita religiosa in Italia nel Cinquecento, Padova, ed. Antenore, 1960, pp. 35 sgg. Nel corso delle nostre ricerche abbiamo potuto constatare che una gran parte delle confraternite sono nate a seguito di cicli di predicazione e di ritiri. Con l'abilità oratoria e la capacità di toccare le giuste corde del cuore, ! predicatori mettevano in crisi i fedeli chiamandoli a riflettere sul destino che sarebbe toccato ai peccatori. Erano queste le armi vincenti per spingere i fedeli ad associarsi e a dedicarsi ad una vita degna dei cristiani.
NO G. M. MONTI, op. cit., p. 46. La tesi è confermata da G. VITALE; Istituzioni ecclesiastiche e vita religiosa nel Mezzogiorno medioevale, Roma, Herder, 1982,
lobi) Statistica del Regno d'Italia. Le Opere Pie nel 1861 nel compartimento della Sicilia, voi. II, Firenze, Tofani, 1873. Tale cifra corrisponde a quanto rilevato nel 1850 dalla Direzione centrale di Statistica. Cfr. ARCHIVIO ni STATO DI PALERMO (A.S.P.), Direzione Centrale di Statistica. Divisione Opere dì beneficenza, anno 1850, busta 29.
M) Nel corso dei secoli, sacerdoti di pochi scrupoli culturali hanno ritenuto di doversi sbarazzare di scartoffie ritenute Inutili ed ingombranti. Solo dove la tradizione delle confraternite ha avuto una sua continuità, è possibile trovare abbondante materiale documentale.