Rassegna storica del Risorgimento
CONFRATERNITE LAICALI SICILIA
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1991
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Le confraternite laicali in Sicilia
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centro, per quanto piccolo, rimase immune dal contagio . Laddove esisteva una comunità ed una chiesa, piccola o grande, la cosa non aveva importanza, i fedeli sentirono il bisogno di riunirsi sotto una insegna, un santo o una divinità, che fosse comunque testimonianza di fede cristiana. In molti piccoli centri le settimanali riunioni per assolvere agli obblighi discendenti dall'osservanza dei Capitoli, vennero a costituire una forma, forse l'unica, di evasione e di aggregazione sociale.
Certo la grande diffusione, per motivi geografici e di comunicazioni, si registrò nell'isola con notevole ritardo a fronte di quanto era avvenuto altrove e specie nella penisola italiana. Del fenomeno siciliano si può infatti parlare a partire dalla fine del 1500; occorre, però, subito precisare che tale data non vuole costituire un limite invalicabile a quo , perché abbiamo testimonianza che nei grandi centri vi furono confraternite la cui data di nascita, appurata dai documenti, si può far risalire ad oltre un secolo e mezzo prima.
A solo titolo indicativo diciamo che a Palermo rArciconfratemita della Pinta nasce nel 1344, la confraternita del Soccorso nel 1424,12> e che alcune confraternite dei Nazionali di Palermo videro la luce nella seconda metà del 1400.D> Anche nei centri non capoluoghi si trovano testimonianze di confraternite datate prima del XVI secolo. A Monte San Giuliano, -d'ora in avanti Elice, la confraternita di San Martino Vescovo porta la data di nascita antecedente al 1339 e quella di San Giovanni Battista nasce nel 1436.14>
Dalla lettura dei Capitoli di molte confraternite isolane si ha testimonianza che in linea di massima, tanto nella organizzazione quanto nelle finalità, esse presentano una certa omogeneità; le diversità che qua e là abbiamo trovate sono la conseguenza di situazioni culturali, economiche e sociali locali, a testimonianza che, sebbene gli articoli dei Capitoli venissero approvati in un primo momento dai vescovi, ed in seguito dal sovrano, era consentito alle comunità di adattarli alle peculiari situazioni proprie della realtà ambientale, senza tuttavia modificarne le finalità. Alla fine dei Capitoli di alcune confraternite abbiamo trovato la postilla in cui era detto che erano suscettibili di modifica per adattarli ai tempi
Si può dire che, ridotte all'essenziale, le finalità fossero religiose-devozionali, formative e caritative assistenziali. L'impegno ad una vita virtuosa per la salvezza dell'anima costituiva comunque il fondamento di ogni confraternita laicale. Il raggiungimento di tale traguardo era però
i2) A. MONGXTORE, Storia Sacra delle chiese di Palermo, Bibl. Comun. Palermo, ms. Qq E9 C 256, voi. 'Ili, foglio 25 e sgg.
13} Imprenditori, commercianti provenienti da altre nazioni , impiantatisi a Palermo, attratti dalle favorevoli situazioni, vennero a costituire delle comunità piuttosto numerose, quivi creeranno delle confraternite che richiameranno ai modelli preesistenti nelle loro nazioni di origine. Abbiamo trovato i documenti relativi alla Confraternita di San Giorgio dei Genovesi, la Confraternita di San Giovanni Battista dei Napoletani, la Confraternita dei SS. Quaranta Martiri e S. Rainieri dei Nobili Pisani, l'Opera della Contribuzione della Nazione Lombarda, sotto il titolo di S. Carlo Borromeo, la Confraternita di S, Eulalla dei Catalani.
M> P. G, GASTRONOMO, Eric sacra, ms. bibl. coni, Ericc, Capitoli della Confraternita di San Giovanni Battista.