Rassegna storica del Risorgimento
CONFRATERNITE LAICALI SICILIA
anno
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1991
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pagina
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297
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Le confraternite laicali in Sicilia 297
religiose, alle processioni che riguardavano la parrocchia di appartenenza della Confraternita, ai funerali dei confrati morti, e sempre indossando l'abitino .,7>
Molti altri doveri erano previsti nei Capitoli, e si può dire che la vita del confrate, che non volesse incorrere nelle sanzioni previste dai Capitoli, che andavano fino alla espulsione per indegnità , era condizionata dalle regole della confraternita. Come è facile arguire, intimamente connesso a quello religioso era l'aspetto devozionale. Ogni confrate era tenuto a portare alto il nome della confraternita ed onorare l'immagine assunta come protettrice. Il momento più significativo di tutta l'attività devozionale si aveva con la festa in onore del protettore o della protettrice; in quella occasione tutti i confrati venivano coinvolti per la migliore riuscita della manifestazione.
I confrati iscritti che avevano pagato regolarmente la quota godevano, oltre ai vantaggi spirituali di cui si è detto all'inizio, di alcuni benefici consistenti nell'assistenza in caso di malattia o in particolari condizioni di bisogno; nella presenza dei fratelli nella somministrazione del viatico; nel diritto al loculo tombale gratuito; nella partecipazione ai funerali dei confrati, con l'abitino della confraternita; nel diritto del primogenito di essere arrollato nella confraternita; ed infine nel ricordo nell'ottava dei morti . Identico trattamento spettava anche alla moglie del confrate.
L'aspetto caritativo assistenziale rientrava tra le opere richieste agli aderenti; esso prevedeva infatti tutte le opere di misericordia spirituali e corporali. Si è detto in precedenza che quello della carità costituiva una peculiarità propria delle prime confraternite; tale impegno, assunto dalla maggior parte delle confraternite dell'età moderna, sarà svolto in rapporto alle loro disponibilità economiche. A chi conosce le condizioni di miseria in cui nel corso dei secoli versavano le classi degli umili non potrà certamente sfuggire l'ampiezza del compito assistenziale, specie quando la Sicilia veniva colpita da calamità. Il raggio d'azione assistenziale non si limitava all'ambito delle famiglie dei confrati, e spesso andava al di là anche dei poveri e degli ammalati; le confraternite volgevano lo sguardo anche ad altre categorie di sventurati. Ai condannati a morte a Palermo arrecava il sostegno morale e spirituale la compagnia dei Bianchi; ai carcerati, sempre nella città di Palermo, provvidero nel corso dei secoli scorsi prima la confraternita dei Cordari e poi la Venerabile Opera di Nostra Signora di Santa Maria di Visita Carceri;18) mentre per il riscatto degli schiavi catturati dai barbareschi provvedeva l'Arciconfraternita della
Ì7Ì Ogni confraternita disponeva di un proprio * abitino, una specie di divisa con caratteristiche particolari che si differenziavano tra loro. Poteva trattarsi di un sacco, una tunica bianca o scura con cappuccio, tenuta stretta alla vita da un cordone, o di una camiciòla senza maniche con particolari segni distintivi.
w) P. Simo, Istituzioni carcerarie e ordinamento pénale nella Sicilia borbonica Palermo, Centro Stampa facoltà di Magistero, 1989; inoltre A. CUTRERA, Le carceri di Falermo e la Venerabile Opera di Nostra Signora di Santa Maria di Visita Carceri, in Archivio storico siciliano, 1934, pp. 101-105.