Rassegna storica del Risorgimento
CONFRATERNITE LAICALI SICILIA
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1991
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pagina
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300
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Pietro Siino
proprietari terrieri testimoniavano alle confraternite il loro sentimento di pietà e carità cristiana con legati e lasciti perché li gestissero per fini assistenziali, ci si può rendere conto del perché queste non solo potevano dedicarsi senza alcun problema alle attività assistenziali e di culto, ma potevano anche permettersi di mantenere, stipendiandole, diverse persone che provvedevano ad assolvere a compiti vari all'interno delle confraternite.25)
Una situazione totalmente diversa troviamo nelle confraternite dei paesi, costretti ad essere poveri dalla loro geografia. Prendiamo il caso dei comuni di Capaci e Isola delle Femmine, privi di vasti terreni coltivabili perché stretti tra le terre dei comuni di Carini, Torretta e Palermo; quivi le confraternite conducevano una esistenza economica piuttosto grama, in quanto si reggevano solo ed esclusivamente sui contributi mensili dei confrati, mentre l'attività assistenziale, ristretta alle sole famiglie dei confrati e ai casi di estrema necessità, era possibile utilizzando i pochi donativi di prodotti della campagna e del mare, e i pochi soldi delle elemosine.
I riflessi della non troppa floridezza si possono anche percepire da una norma dei Capitoli dove, pur non essendovi limitazioni prefissate sul numero dei confrati, si legge che esso non poteva andare al di là della disponibilità dei loculi.265
A proposito del numero dei confrati possiamo dire che troviamo differenti indicazioni nei Capitoli delle diverse comunità. Generalmente si pone come tetto massimo il numero di centocinquanta; troviamo tuttavia confraternite che travalicano di molto tale tetto; è questo il caso della Confraternita della Madonna della Sacra Cintura di Prizzi, che tra il 1850 e il 1860 raggiunge la ragguardevole cifra di oltre cinquecento confrati, mentre si trovano confraternite che pongono il limite a cento.28)
Esaminando i Capitoli riveduti , si può affermare che dopo la data del 1860 in quasi tutte le comunità si fa strada la tendenza al contingentamento del numero dei confrati; vi sono però esempi in cui
25) Tra i dipendenti stipendiati troviamo il cappellano della chiesa, il segretario contabile, l'organista, l'alzamantici, il portinaio, il sagrista, il tamburato. Nella Confraternita dei Peccatori penitenti di Prizzi nell'organico dei dipendenti vi era anche il manutentore dell'orologio della chiesa. Si può affermare che le confraternite davano anche lavoro a non poche persone. Neil'esaminare i registri contabili di certe confraternite sembra di trovarsi di fronte a vere aziende imprenditoriali, tante sono le operazioni finanziarie, né mancano i casi di contenzioso per il recupero dei crediti.
36) Tale indicazione troviamo aggiunta a mano nello statuto della Confraternita della Purità di Valledolmo, alla pagina 29, e in quello del SS. Sacramento di Capaci.
27j i numero di centocinquanta aveva un significalo simbolico, esso corrispondeva infatti alle Ave Maria che si recitavano per le 15 poste del Santo Rosario.
2j Per comprendere l'esplosione di tale fenomeno bisogna tenere presente che a Prizzi era ed è notevole la devozione per la Madonna della Cintura e che non vi erano nelle confraternite prizziianc preclusioni sull'appartenenza contemporanea a più confraternite. Di fatto ogni famiglia aveva uno o più membri iscritti alla confraternita