Rassegna storica del Risorgimento

CONFRATERNITE LAICALI SICILIA
anno <1991>   pagina <301>
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Le confraternite laicali in Sicilia
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la riduzione dei confrati, per elementari motivi di gestionalità e di ospitalità , era stata avviata ancor prima di quella data. Ad esempio la Fratria della SS. Trinità dei Rossi di Erice, che gestiva l'ospedale dei Pellegrini, già nei 1828 aveva deliberato la graduale riduzione dei confrati a cento unità.29)
Nel corso della nostra indagine abbiamo cercato di capire quale fosse la posizione nei confronti delle donne. Dall'esame dei Capitoli di oltre venticinque confraternite abbiamo potuto rilevare che in essi non vi è identità di vedute. Si può dire che generalmente non si trova traccia o accenno alla presenza di donne all'interno; la cosa può farci pensare che non vi "fosse una preclusione di principio nei confronti del debol sesso , anche perché in alcuni Capitoli è fatto espresso divieto di ammet­tere le donne all'interno delle comunità; è il caso questo della Confra­ternita di San Giovanni Battista di Erice; tuttavia possiamo dire che pur non avendo testimonianza certa di presenza femminile nella Confra­ternita di Sant'Orsola della stessa città, dai Capitoli si deduce che se esse non c'erano non significa che non fossero accette. Così infatti si legge: quando moriva un confrate o una consorella il Beneficiale aveva l'obbligo di fare suonare per loro tanti rintocchi di campane pari a quelli fatti suonare dalla parrocchia di appartenenza.30) Esaminando inoltre i Capitoli di alcune confraternite dell'area nissena abbiamo potuto notare che quivi non troviamo preclusioni nei confronti delle donne, né esistono limitazioni sul numero dei confrati; troviamo invece la preclusione nei confronti degli ultra sessantenni che volessero dare l'adesione al sodalizio. Si tratta di limitazioni che troviamo anche in confraternite dell'area palermitana e trapanese, che si giustificano sia col timore che si dovesse dare assistenza a chi cominciava a non essere più in grado di produrre, sia perché occorreva pensare al loculo tombale: era neces­sario quindi anteporre alla carità le questioni di bilancio.31)
Di presenza femminile all'interno di confraternite troviamo testimo­nianza nei Capitoli dell'Opera del Trionfo del SS. Sacramento di San Cataldo, dove si parla espressamente di fratelli e sorelle . Ma c'è da sottolineare che in ogni caso mai la loro presenza è stata segnalata a livello di ruoli di responsabilità dirigenziale.
Nei primi anni del Novecento troviamo a Prizzi la prima donna che entra a far parte della terna dei gestori della Confraternita di San Nicolò Tolentino. Si tratta della signora Maria Mercadante, eletta secondo Rettore e tesoriere. Che si trattasse di una donna dotata, oltre che di notevoli virtù, morali e spirituali, anche di un non comune senso gestionale e di maestria amministrativa è dimostrato dal fatto che era anche l'esattore comunale. Nella memoria dei vecchi l'immagine di quella
"> F. DE FELICE, La beneficenza pubblica in Erice, Trapani, 1935, pp. 16-17.
30 G. CASTRONOVO, Erice sacra, cit., pp. 30-33.
31) Un tale discorso oggi potrebbe apparire scandaloso perché a sessanta anni
l'uomo è impegnato attivamente nell'opera produttiva, in quanto oggi la vita dell'uomo
si è allungata di molto; la cosa non era tale nel passato, quando a sessanl'anni l'uomo era considerato già vecchio.