Rassegna storica del Risorgimento
CONFRATERNITE LAICALI SICILIA
anno
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1991
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pagina
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302
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302
Pietro Simo
donna viene ricordata come na fimmina chi causi.32'
Le particolari capacità della donna, ma soprattutto la precaria situazione amministrativa della confraternita, ci possono meglio aiutare a capire il motivo che ha spinto, in una comunità agricola conservatrice come Prizzi, a fare ricorso all'espediente della donna. I fatti dimostreranno tuttavia che, malgrado il fervore e l'abilità dimostrati dalla signora Mer-cadante, le sorti della Confraternita non miglioreranno di molto. Si era entrati in una nuova epoca caratterizzata da un acceso laicismo e dalla fioritura di movimenti sociali a sfondo socialistico, e il tempo non poteva certo essere fermato da una donna, seppure maestra nell'arte della buona amministrazione.
Quello della marginalità della donna nelle confraternite laicali non fu una caratteristica esclusiva della Sicilia; si trattò di un fenomeno generalizzato, dipendente dal fatto che essa veniva vista in una luce che si contrapponeva allo spirito penitenziale che animava quelle istituzioni. Scrive lo Zardin che il loro ingresso era sottoposto a particolari vincoli di cautela quale quello di avere il marito o un altro parente iscritto nella confraternita, e che nel caso di nubili era richiesto il consenso del consiglio di famiglia.33)
A Palermo, limitatamente alle confraternite da noi prese in esame, abbiamo riscontrato una modesta presenza femminile solamente nell'Opera della Contribuzione della Nazione Lombarda. A Prizzi abbiamo visto che nel 1700 esisteva una confraternita femminile del SS. Rosario, che operava autonomamente ma parallelamente a quella maschile sotto lo stesso titolo. Tuttavia della loro attività e della esistenza in vita nel periodo posteriore non abbiamo trovato documenti; non sappiamo quindi se quell'esperimento si sia esaurito in breve spazio di tempo o abbia saputo sfidare le difficoltà derivanti dai pregiudizi di sesso.
La grande maggioranza delle confraternite siciliane, specie quelle che godevano di censi, legati e beni immobili, riuscirono a svolgere la loro funzione, senza problemi di sorta, fino verso la fine del XVIII secolo; dopo quella data cominciarono ad affiorare non poche difficoltà.
Lo spirito dei tempi, le mutate condizioni di vita, l'incapacità amministrativa (abbiamo avuto modo di accertare come il contenzioso tra le confraternite e censuari fosse divenuto una costante per il rifiuto di questi ultimi a pagare il debito; e non di rado le confraternite persero le liti e i censi per non aver potuto dimostrare il possesso dei titoli càie nel corso degli anni erano andati smarriti),34) ma soprattutto la sempre maggiore invadenza dello Stato nella vita ecclesiastica e delle confraternite, dovevano avviare quel processo di decadimento che sarà irreversibile, anche se negli ultimi decenni si assisterà ad un ritorno di fiamma
32) Arch. Chiesa SS, Crocifisso di Prizzi, verbali di nomina degli anni 1905-1906.
33) D. ZARDIN, Le Confraternite in Italia settentrionale, secoli XV-XVIII, in Società e Storia, 1987, p. 103,
34) Arch, Chiesa SS, Crocifisso di Prizzi, processo verbale del conto morale per l'esercizio 1897-1898.