Rassegna storica del Risorgimento

CONFRATERNITE LAICALI SICILIA
anno <1991>   pagina <305>
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Le confraternite laicati in Sicilia
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ai Rettori di far svolgere le riunioni in ore non notturne e di tenere, durante lo svolgimento di queste, le porte aperte.
Dai documenti degli archivi emerge il timore da parte degli organi di polizia che all'interno dei sodalizi laicali si potessero diffondere le idee della Carboneria, specie dopo la rivoluzione separatista del 1820. In una lettera inviata al sindaco di Erice da alcuni iscritti alla Confra­ternita di San Martino Vescovo, si dice che alcuni sedicenti confrati (di essi si fa il nome) avevano modificato i Capitoli per potersi liberamente riunire. Dal contesto della lettera si arguisce che costoro dovettero trovarsi coinvolti negli avvenimenti del 1820, ed infatti si legge: ... i confrati devono restare coloro che non ebbero parte nelle vicende passate del 1820 /">
La situazione economica degli istituti di beneficenza si aggraverà ancor di più a seguito del decreto dittatoriale emanato da Garibaldi in data 9 giugno 1860, col quale fu disposto che tutte le opere di benefi­cenza, fidecommissarie ed altri istituti sia di natura ecclesiastica o laicale, che avessero disposto dei legati di maritaggio, monacato, o di altra specie non servienti alla diretta sovvenzione dei poveri o alla celebrazione di messe, fossero tenuti a versare i capitali non ancora impiegati, le rendite a tutt'altri profìtti destinati alla retribuzione dei cennati legati, in un conto a favore dell'Azienda dei Danneggiati dalle truppe borboniche.4
Da quel momento la gran parte dei legati subì un vero e proprio taglieggiamento, ne rimasero esclusi solo quelli per i consanguinei dei testatori. Delle difficoltà in cui verranno a trovarsi molte delle istitu­zioni benefiche abbiamo trovato ampia testimonianza nelle lettere giacenti negli archivi di alcune confraternite. Si tratta di comunicazioni nelle quali si dice di non poter far fronte alle richieste di sussidi o ad aprire i bandi di maritaggio perché le cifre destinate a tale scopo erano state versate nel fondo dell'Azienda dei Danneggiati. Dall'esame delle carte di alcune confraternite nazionali apprendiamo che la sola Confraternita di San Giorgio dei Genovesi, dal 13 luglio 1861 al 20 marzo 1863, verserà nel conto dell'Azienda dei Danneggiati la cospicua cifra di L. 18.135,07.43>
Nel 1863 il governo di Torino emanava un decreto con il quale aboliva il Consiglio degli Ospizi e lo sostituiva con la Congregazione di Carità. Il conflitto tra Stato ed istituzioni laicali si farà ancora più teso, anche perché il nuovo Stato intende estromettere definitivamente il clero dal­l'interno degli organi assistenziali. E se con la creazione del Consiglio degli Ospizi si era dato l'avvio al processo di accentramento nelle mani del sindaco e di pochi altri della gestione di cifre non indifferenti, ora il provvedimento avrà riflessi politici, per cui questo nuovo organismo si trasformerà in un centro di potere clientelare e di controllo politico,
E noto come dopo il 1870 la crisi dei rapporti tra Stato e Chiesa
40 Archivio storico municipale, Erice, fase. XIX, esp, n. 9, lettera n. 1357, aprile 1833. 42) A.S.P., Prefettura di Palermo, Divisione Opere Pie, busta 22. ) Ivi, serie, 3, fase. 93, foglio n. 5416.