Rassegna storica del Risorgimento

CONFRATERNITE LAICALI SICILIA
anno <1991>   pagina <307>
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Le confraternite laicali in Sicilia 307
furono soppressi istruzioni e sacramenti, credendo di reggersi con l'eser­cizio del solo culto: ma questo finisce con l'aridirsi come frutto, il cui albero ebbe recisi radici e fusto a.46)
Prima di concludere queste pagine che, come detto, costituiscono il primo saggio di un discorso più ampio nel quale intendiamo scendere nell'esame particolareggiato della vita e dell'impegno assistenziale di molte confraternite dell'isola, ci preme evidenziare il fatto che verso la fine del secolo scorso, con l'esasperarsi delle correnti laiche, in un gran numero di confraternite siciliane non solo venne meno lo spirito religioso e caritativo, ma in alcuni casi in molti confrati si venne a formare una mentalità aggressiva nei confronti del clero, ed un atteggiamento che nulla aveva a che vedere con lo spirito cristiano.
Lo Stabile riferisce che il cardinale Pignatelli, in una relazione dopo una visita pastorale, anette in evidenza il fatto che nelle campagne le congregazioni erano divenute centri di potere ed aggiunge che a Sferra­cavallo il nuovo curato trovò dei ' terrazzani ' [proprietari terrieri] che disponevano a piacimento del cappellano e delle elemosine. E la cosa non era limitata a Sferracavallo, situazioni simili erano riscontrabili in molti altri centri.47*
PIETRO SHNO
46) M, MONTERIST, Treni'anni di episcopato, a cura di A. BALDUCCI, Isola del Liri, 1950, p. 340.
47 p, M. STABILE, // clero palermitano nel primo decennio dell'Unità (1860-1870), Palermo, 1978, p. 432.