Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (SCIALOJA-COBDEN); COBDEN RICHARD; SCIALOJA ANTONIO LE
anno
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1991
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311
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Jèia lettM di A. Scialoja a R. Cobden 311
presence, which elicited applause frora a crowded auditory, comprising, in addition to the students, numerous visitors, officers in the army, clergymcn, advocates, etc. On my leaving the hall at the dose, I was checred by a crowd of students in the court.13)
Da allora molte e gravi e dolorose vicende si erano verificate nella vita dell'economista napoletano ed egli le rievocava ora nella sua lettera al Cobden per spiegargli in qua! modo fosse precipitato nell'avvilente situazione in cui si dibatteva.
Nel marzo del 1848, poco dopo la concessione della Costituzione da parte di Ferdinando II, Scialoja aveva voluto recarsi a Napoli (probabilmente per constatare con i propri occhi i cambiamenti che si erano verificati). Era suo proposito intrattenersi colà solo per breve tempo e far quindi ritorno a Torino, ma il Re, dopo un lungo abboccamento avuto con lui, su proposta dei ministri e a sua insaputa, lo aveva dapprima nominato ad un distinto posto di magistratura e successivamente, nel sette aprile,14> lo aveva chiamato a far parte del ministero liberal-moderato presieduto dal Troya, affidandogli il dicastero di Agricoltura e Commercio.
Pur con molta esitazione, causata dall'emergere di forze conservatrici da un lato, e di movimenti radicali dall'altro, che già mettevano in discussione la Costituzione recentemente concessa, Scialoja accettò di assumere la carica che gli era stata offerta e nelle settimane successive cercò di adoprarsi in tutti i modi possibili per contenere le violenze e sanare i contrasti emergenti.
Com'è noto, dopo la famosa allocuzione di Pio IX del 29 aprile 1848, anche Ferdinando II aveva ritirato la decisione di inviare le proprie truppe nell'Italia settentrionale, suscitando così il malcontento dell'opinione pubblica liberale ed esasperando le frange radicali. Fu proprio a causa delle esitazioni del Sovrano che aumentò la diffidenza nutrita verso di lui da parte di alcuni gruppi liberali estremisti; e per le tensioni che si erano rapidamente create scriveva Scialoja si arrivò ai deplorabili casi del 15 maggio 1848 in Napoli, [...] il primo fatto in cui proruppero tutti gli elementi avversi al conseguimento del fine desiderato da me e dall'intero partito moderato e ttluminato d'Italia .
Gli eventi napoletani deJl maggio '48, provocati da gruppi radicali insofferenti dell'atteggiamento tenuto dal Sovrano, contribuirono a far precipitare la situazione e certamente il 15 maggio dovette rappresentare per Scialoja, e per l'opinione pubblica 'liberale-moderata, la fine di ogni speranza in un cotìSÈrlidamento del regime costituzionale.15)
13) V. SCHIAVO, L'esperienza torinese di Richard Cobden, cit., p. 30.
,4> Il Gabinetto Troya si era formato in realtà il 3 aprile; il giorno 15 si aggiunsero altri ministeri fra cui il dicastero di Agricoltura e Commercio assegnato a Scialoja.
15) Su quei fatti cfr. C. PALADINO, // quindici maggio del 1848 in Napoli, Milano-Roma-Napoli, 1920, passim; si veda inoltre L. SETTEMBRINI, Ricordanze della mia vita e Scritti autobiografici, a cura di MARIO TIU-MEU.Y, Milano, 1961, pp. 211-228. Sulla crisi