Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (SCIALOJA-COBDEN); COBDEN RICHARD; SCIALOJA ANTONIO LE
anno
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1991
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Vittorio Schiavo
Qualche giorno prima dal 15, dovendo scegliere i pari del Regno, il Re aveva convocato i ministri i quali diedero mandato a Scialoja perché li rappresentasse. Recatosi da Ferdinando II, Scialoja come racconta Settembrini trovò
tutti i grandi uffizi ali di Corte, che in quei giorni stavano sempre nella reggia. Il re lo condusse in una camera vicina, e serrò a chiave la porta dicendo: Non facciamo udire i fatti nostri da questa gente: tutti mi darebbero noia per esser nominati: sono servitori e debbono stare da servitori . Parole dettemi dallo stesso Scialoja.16)
Da ciò dovremmo dedurre l'esistenza di un atteggiamento di stima e considerazione da parte del Re nei confronti di Scialoja che però sarà costretto alcuni mesi dopo a subire la collera del Sovrano per i fatti del 15 maggio.
Invero, con la revoca della Costituzione, egli lasciò il ministero per limitarsi a scrivere su alcuni giornali e per dedicarsi privatamente all'insegnamento di Economia Politica; tuttavia non abbandonò la lotta politica che avrebbe continuato dal suo scanno di deputato fino allo scioglimento deMa Camera decretato dal Re il 13 marzo 1849.17>
Nei dieci mesi che intercorsero tra la revoca della Costituzione e lo scioglimento della Camera, l'attività parlamentare dell'economista napoletano fu dedita al corretto funzionamento dell'Assemblea, e Scialoja si batté sempre perché fosse rispettata la legalità in ogni sua forma. Egli, soprattutto, sottolineò il fatto che i ministri dovessero rispondere del loro operato alla Camera e lamentò che questa fosse tenuta in poco conto dal Ministero che tendeva sistematicamente a occultare la verità nelle questioni che potessero danneggiarlo.18)
Scialoja condusse la sua battaglia politica con tale veemenza che venne accusato, insieme a Massari, di essere addirittura un emissario del partito albertista , probabilmente anche in ragione del suo precedente soggiorno a Torino.1*) Sta di fatto che alcuni ufficiali dell'esercito borbonico avrebbero ordito una trama per uccidere Poerio, Spaventa, Massari e lo stesso Scialoja considerati come i deputati più noti per la loro
del '48 nel Regno delle Due Sicilie, e quindi sui fatti del 15 maggio, vi è ora il contributo di F. CUBATO, Il Regno delle Due Sicilie nella politica europea (1830-1861), Palermo, 1989, cap. Ili (La crisi del 1848 e le sue conseguenze), pp. 89422.
tó) cfr. L. SETTEMBRINI, Ricordanze, cit., p, 220.
7) Scialoja era stato eletto nel collegio di Napoli (cfr. G. PALADINO, Il quindici maggio, cit, p. 511).
H> Sull'attività parlamentare di Scialoja cfr. Le Assemblee del Risorgimento (Atti raccolti e pubblicati per deliberazione della Camera dei Deputati), Roma, 1911, Napoli, voi. h PP' 244-527.
Ji O. MASSARI, / Casi di Napoli dal 29 Gennaio 1848 in poi. Lettere politiche 2* ed. a cura di C, ORLANDI, Traili, 1895, p. 232. Si veda pure P. ALATRI, Lettere inedite di Antonio Sciatola (I), cit., la lettera eli Antonio Scialoja a Carlo Ignazio Giulio, 25 settembre, 1850, p. 159.