Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (SCIALOJA-COBDEN); COBDEN RICHARD; SCIALOJA ANTONIO LE
anno
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1991
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313
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Una lettera dì A. Scialoja a R. Cobden 315
indipendenza di giudizio, la risolutezza nell'agore e la loro appartenenza al movimento liberale: trama che comunque falli.20'
In ogni modo l'economista napoletano poco potè fare in quanto di lì a non moflto, il 13 marzo 1849, la Camera cessò di esistere.
Nella notte del 26 settembre dello stesso anno,21) e cioè oltre sedici mesi dopo gli eventi del 15 maggio, Scialoja fu fatto arrestare proprio a causa di quegli avvenimenti da lui condannati: come era possibile egli si domanda nella lettera a Cobden che un difensore della libertà, un paladino -dell'indipendenza nazionale, come era lui, potesse mai aver voluto i tragici fatti del 15 maggio che avevano offerto lo spunto alle forze reazionarie per infliggere un duro colpo alla libertà e ailla indipendenza? Pur tuttavia egli avrebbe dovuto pagare lo stesso per un reato da lui non commesso.
L'arresto di Scialoja, e quello di molti altri illustri personaggi, era avvenuto a causa di false accuse mosse da un presunto ex liberale, tale Nicola Barone, e da altri falsi testimoni che sostennero di aver visto gli imputati incitare i cittadini alla rivolta.22) All'epoca della lettera all'economista inglese Scialoja, a causa di queste false testimonianze, giaceva già da diciannove mesi in carcere, senza aver ancora subito un giudizio in quanto i magistrati, che avrebbero dovuto prendere in esame il suo caso, non lo sottoponevano ad un regolare processo giustificandosi con il dire come Scialoja riferiva nella sua lettera che così veniva loro imposto. Invece e Scialoja forse non poteva saperlo in carcere la ragione non era solo quella: il processo per i fatti del 15 maggio era stato sospeso infatti alla fine del 1849, e la sospensione durò per tutto il 1850 e i primi mesi del 1851, poiché i magistrati dovettero occuparsi dell'istruzione di un altro importante processo: quello contro la setta del-YUmtà Italiana? la società segreta fondata sul finire del '48 da Luigi Settembrini, Silvio Spaventa, Filippo Agresti, e scompaginata nell'estate del 1849)
Ciò che appariva strano allo Scialoja come egli stesso diceva nella sua lettera era che i protagonisti degù avvenimenti del 15 maggio presi in flagranza di reato con le armi alla mano non fossero stati sottoposti ad alcun provvedimento giudiziario, quasi a voler significare scriveva Scialoja la gratitudine del governo per quella stolta ed istigata impresa .
Nell'aprile 1851 secondo quanto scriveva l'economista napoletano vi erano nel Regno da 20.000 a 21.000 detenuti politici. Fra costoro ve ne erano circa 10.000 la cui unica colpa era stata quella di aver conservato
20) Le Assemblee, cit., p. 527; per quanto riguarda in particolare le minacce a Spaventa si veda pure G. MASSARI, / casi di Napoli, cit, p, 196.
2D Si veda per tutti A/ MOSCATI, / Ministri del Regno d'Italia, cit., pp. 164-193.
W G, PALADINO, // quindici maggio, cit., pp. 488-489; si veda Inoltre L. SETTEMBRINI, Ricordanze, cit., pp, 440-441,
23) Sul processo contro la setta óclVUnitù Italiana cfr. C. PALADINO, // processo per tu Setta /'* Unità italiana e la reazione borbonica dopo il '48, Firenze, 1928.
n Ivi, pp. 1-12.