Rassegna storica del Risorgimento

CARTEGGI (SCIALOJA-COBDEN); COBDEN RICHARD; SCIALOJA ANTONIO LE
anno <1991>   pagina <316>
immagine non disponibile

316
Vittorio Schiavo
governo, come il nostro, di conseguire false denunzie e calunniose testi­monianze, non ha potuto sul mio conto ottenerne alcuna. È però da ritenere, da quanto detto prima, che anche Scialoja sia stato vittima delle false accuse mosse contro gli esponenti principali del movimento liberale moderato napoletano.
Nella lettera vi è un poscritto in cui Sedaloja informa l'amico inglese che con molta probabilità egli, insieme con tutti gli altri prigionieri politici, sarebbe stato giudicato da una Giunta di Stato, sostitutiva del tribunale ordinario, il cui scopo sarebbe stato quello di condannarli senza le formalità ordinarie , quindi senza quelle garanzie indispensabili per un corretto svolgimento del processo. Da quanto detto si evince che l'intenzione del governo fosse stata quella di istituire una sorta di tribunale straordinario per i colpevoli dei fatti del 15 maggio e per tutti i detenuti politici in genere: né questo pensiero è nuovo. Nel 7 settembre 1799, Ferdinando IV aveva emanato un dispaccio, col quale imponeva ad una Giunta di Stato, già creata, di condannare (notate la parola) senza le formalità giudiziarie ed abbreviando i termini ad ore .
La Giunta di Stato, ricordata da Scialoja, è senza dubbio la Gran Corte Speciale che l'8 ottobre 1852 pronunzierà la sentenza definitiva di condanna contro Scialoja a nove anni di reclusione riconoscendolo col­pevole dì avere avuto notizia della cospirazione tendente a mutare la forma di governo e di non averne fatto denunzia a norma di legge.32)
Non si è a conoscenza degli eventuali effetti che la lettera di Scialoja potè avere; si sa per certo, invece, di un intervento di C. F. Bastiate e di M. Chevalier,34) che, insieme con altri eminenti francesi, si prodi­garono in favore della liberazione di Scialoja senza però che si riuscisse ad ottenere, all'epoca di questa lettera, alcun provvedimento. Solo succes­sivamente Napoleone III, per le preghiere rivoltegli in particolare da Chevalier, fece pressioni sul governo borbonico e la pena venne poi commutata in esilio perpetuo dal Regno.35)
La lettera di Scialoja, consegnata a Cobden da un cognato dell'eco­nomista napoletano in visita all'Esposizione Universale di Londra, fu scritta
32) G. PALADINO, // quindici maggio, cit., p. 495. A. MOSCATI, I Ministri del Regno d'Italia, cit., pp. 170-171, afferma inesattamente che la sentenza in questione venne pronunciata I'<8 febbraio 1852.
33) c. Frédéric Bastiat < 1801-1850), economista francese, libero-scambista, pubblicò Cobden et la ligue, ou l'agitation anglaise, Bruxelles, 1847. Si ricorda inoltre Armonie economiche (se ne veda la traduzione italiana, Torino, 1965); l'introduzione al testo, scrìtta da Francesco Ferrara nel 1851, contiene due paragrafi dedicati a Cobden, il 3 (Cobden e la lega), pp. 21-24, e 11 5" (Propaganda del Libero Scambio), pp. 26-39. L'opera, rimasta incompiuta, fu l'ultima ad essere stata scritta dall'economista francese.
34) Michel Chevalier (1806-1879), economista francese, fervente fautore delle dottrine sansimoniane, fu direttore dell'organo di esse, il Globe. Nel 1840 gli fu affidata al Collegio di Francia la cattedra di Economia Politica già tenuta da Pellegrino Rossi. Nel 1847 Iniziò con F. Bastiat una viva propaganda per il Libero Scambio che terminò con la conclusione del trattato commerciale del 23 gennaio 1860 tra Parigi e Londra: trattato che da parte Inglese venne firmato dal Cobden.
35) A. MOSCATI, J Ministri del Regno d'Italia, cit., pp. 170-171.