Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (SCIALOJA-COBDEN); COBDEN RICHARD; SCIALOJA ANTONIO LE
anno
<
1991
>
pagina
<
321
>
Una lettera di A. Sciahja a R. Cobden 321
essere stata imprigionata per sospetti politici una povera donna, a nome Costanza Leipnecker, sorella d'uno sventurato, che, or sono otto mesi, morì nel carcere, per averlo i giudici penali, in causa politica, tratto febbricitante nella udienza del tribunale. Nelle province si è giunto a saccheggiare ed incendiare le case dei liberali; ed in Salerno, il generale Palma, uno dei più umani governatori militari spediti pel regno, non ha avuto rilegno di far dare cento legnate sul tergo, in mezzo alla pubblica piazza, a più di 20 persone, e di gettarle poi per tempo indefinito in carcere, sol perché svelassero se vi erano armi nascoste e sottratte al disarmamento generale. Sono questi dei particolari, che certamente vi fanno raccapriccio; ma non sono essi al certo i più notevoli, ed io vorrei spazio sufficiente per darvi altri ragguagli: poiché, sebbene in Napoli non entrino giornali liberali e molto meno in prigione, pure sento con dispiacere, che alcuni tra essi alterano il vero; quanto che se si limitassero alla nuda esposizione delle cose nostre, farebbero inorridire.
Il nostro avvenire prossimo però è anche più misero del presente; se pure, facendo per poco tregua con la severità dei savi principii della non-ingerenza, le nazioni più civili non si adoperano a guarentire con la influenza loro una parte della umanità che geme. In effetti il napoletano governo, composto di uomini ciechi e dappoco, non sa comprendere che il suo momentaneo trionfo è dovuto allo strafare e stravolere di alcuni ed allo sgomento dei molti; esso è pienamente convinto che un vascello e due fregate, poche decine di migliaia di baionette ed un centinaio di carcerieri bastano a ricondurre il XIX secolo ai beati tempi del medio-evo, o ad importare in una regione europea e cristiana la politica fatalista dei musulmani; siccome d'altra parte spera di poterci staccare dall'universale movimento del genere umano, con l'impedire persino la spedizione dei nostri prodotti alla grandiosa vostra esposizione mondiale. Cosiffatto governo resisterà sino al punto che la questione governativa in Francia non sarà risoluta: e se mai ciò avverrà nel corso dell'anno, esso probabilmente incrudelirà di vantaggio, o per falsa lusinga di maggior fermezza, se le cose piegheranno a favore di una restaurazione qualunque, o per esagerata paura, se prenderanno altro avveramento. In questo stato di cose, io sono tra quegli onesti cittadini, che si trovano i più esposti a questi futuri pericoli; e sebbene io sia fermamente rassegnato a subire qualunque ingiusto martirio, sapendo per esperienza di famiglia quanto può l'ira delle fazioni governanti (nel 1799 ebbi uno zio impiccato e la casa distrutta) pure io reputo dovere di coscienza il raccomandarmi a tutti gli onesti liberali, agli amici che mi stimano, alle conoscenze che mi onorano, e soprammodo a voi, perché vi compiaciate di adoperarvi a mio prò. Questo singolarissimo favore potreste voi rendermi col procurare potenti raccomandazioni per me al Sig. Tempie, acciocché in ogni caso che gliene venisse il destro, cercasse di giovarmi dei suoi alti mezzi e della sua protezione. Altro io non desidero se non che alla prigionia sostituire l'esilio. Il reclama la mia salute già mezza rovinata, che non può soffrire i disagi della detenzione. Ora siamo tanto numerosi, che in una stanza di quattro metri quadrati, siamo costretti a dormire, mangiare, a soddisfare tutti gli altri bisogni della vita, nientemeno che sei individui.
Il bravo e valente Bastiat impegnossi per me l'anno scorso, insieme con altri eminenti francesi, ed ottennero altissime commendatizie a questo ministro plenipotenziario della repubblica. Ma le circostanze difficili, ed il carattere di esso ministro, han reso finora improficue quelle commendatizie. Ora però il governo francese ha destinato per Napoli un nuovo rappresentante, il sig. Adolfo Barios; e quantunque agli altri miei dolori, siasi aggiunto quello della perdita dell'insigne amico, testé nominato, tuttavia non tralascerò di far giungere anche a questo sig. Barios novelle premure in favor mio. Non pertanto il suo accordo col ministro della Gran Bretagna potrebbe riuscire più vantaggioso.