Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ITALIA 1875-1880; <
> 1878-1880;
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1991
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324
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Rolando Nieri
Del restòjj ,rpur non soffermandomi su questo rilievo, la Rassegna Settimanale occupa un posto di particolare importanza e prestigio nella cultura non soltanto politica dell'Italia fra gli anni 70 e '80 su cui anche recentemente si è insistito2) come punto di forza e di applicazione di quel metodo positivo alle varie realtà, fatto di senso storico, di molta spregiudicatezza mentale e rifuggente da ogni dottrinarismo e apriorismo ideologico. Sorge in una città come Firenze, che è centro vivo di cultura positivistica e scientifica, con legami e rapporti internazionali,5 ha fra i suoi collaboratori non pochi degli esponenti più in vista della cultura di allora, economica, politica, filosofica e letteraria,4) fa ampio spazio, come anche il titolo prometteva,3* alle scienze ed è interessata alle sue possibilità e alle sue applicazioni anche nel campo produttivo, segue da vicino le vicende dell'economia contemporanea e le conseguenze sociali e politiche che ne derivano, con animo alieno da rimpianti e nostalgie per ordinamenti passati. La semplice e generica constatazione di questi connotati della rivista dovrebbe indurre almeno a revocare in dubbio un preteso spirito anticapitalistico che animi, come impostazione generale, il gruppo della Rassegna Settimanale e un suo anti-industria-lismo di fondo, ed a cambiare ottica nel giudizio storico su esso, vedendo piuttosto complessivamente nella rivista un centro propulsore di analisi e proposte relative ai vari aspetti della questione sociale, m connessione con i caratteri dell'economia in tutti i suoi settori e con le possibilità del suo sviluppo.
Già qualche tempo prima della fondazione della Rassegna, Sonnino aveva avuto modo di affrontare alcuni dei problemi che qui interessano. Pur non avendo connotati di sistematicità, gli scritti cui mi riferisco non sono incidentali e casuali, di occasione semmai, ma abbastanza significativi del suo orientamento e riguardanti comunque aspetti importanti della realtà economica e sociale. Essi troveranno grande ampliamento nel quadriennio di vita deHa rivista. Si tratta di due lettere inviate al quotidiano fiorentino La Nazione e di alcuni passi del suo saggio sui contadini in Sicilia.
2) V. L. MANcom, Una crisi fine secolo. La cultura italiana e la Francia fra Otto e Novecento, Torino, 1985, pp. 83, 89-90.
3) Mi limito a rimandare a G. SPINI - A. CASALI, Firenze, Bari, 1986, pp. 281 sgg., 299 sgg., e relativa bibliografia, e a AA.VV., Firenze 1815-1945, un bilancio storiografico, a cura di C. Mori e P. Roggi, passim.
*) Il primo numero della Rassegna del 6 gennaio 1878 riporta il consistente elenco di politici, letterati e scienziati che avevano promessa la loro coopcrazione : da Sella a Luzzattl, a Zanardelli, a Bcrtani e alla Whitc Mario, da Carducci a Verga, Fucini e D'Ancona, da Gaetano Trezza a Giacomo Barzcllotti, da Herzen a Schifi; per non parlare di Vi Ilari, Fortunato, Cossa, Ellcna, C. F. Ferraris, ecc. Fra i collaboratori anche l'amico di Vlllari e dei due direttori, K. Hillebrand, per il quale vedi M. MORETTI, Hillebrand e la Rassegna settimanale*, in AA.VV., Karl Hillebrand eretico d'Europa, Firenze, 1986, pp. 79*125. Salvo eccezioni, gli articoli erano pubblicati anonimi.
5) Come è noto, osso era La Rassegna settimanale di politica, scienze, lettere e arti di Firenze.