Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIA 1875-1880; <> 1878-1880;
anno <1991>   pagina <330>
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Rolando Nieri
in senso nettamente anticapitalistico e conservatore ;19) anzi, ne fa parte la considerazione, come un risultato dello sviluppo storico comples­sivo, dell'estendersi del capitalismo, dell'impiego sempre più ampio delle macchine anche in agricoltura, dello sviluppo dei settore industriale, dei sempre più intensi rapporti fra i diversi rami e attività dell'economia. Anche questi elementi sono parte costitutiva, base reale del suo riformismo e insieme con le analisi e proposte relative alla questione sociale delle campagne, indagata anche in rapporto e nell'ambito di un processo di sviluppo economico, valgono a meglio definire i contenuti del suo pensiero.20) C'è intanto da notare in questo saggio l'importanza che viene data all'azione dello Stato21) e in particolare, per quel che qui interessa, alla politica finanziaria. Una buona finanza pubblica, con un solido bilancio, era secondo Sonnino cosa positiva in sé, per la forza e il credito dello Stato, ma era anche funzionale allo sviluppo economico, all'estendersi del processo produttivo, contro quindi il capitale improduttivo, la specu­lazione e l'affarismo;22) e potevano derivarne benefiche conseguenze per quanto riguardava i rapporti fra le classi ed il miglioramento delle con­dizioni di quelle inferiori. Proprio l'opposto di quanto a suo giudizio si era verificato in Italia. Notava infatti che il deficit del bilancio e l'im­provvida gestione del denaro pubblico avevano comportato un ricorso eccessivo allo strumento fiscale, per cui la gravità delle imposte ostacolava il libero sviluppo dell'industria nazionale; oppure all'emissione di prestiti, che producevano generalmente gravi effetti economici e sociali. Ricorrendo ad essi infatti, lo Stato interviene col ritirare altrettanto capitale dalla concorrenza dei capitali nel mercato; e mantenendo artificialmente alto il saggio dell'interesse, nuoce alla società e dal punto di vista della produzione e da quello della distribuzione; da una parte rovina ogni industria e danneggia così indirettamente il lavoro col togliergli impiego, e dall'altra rende impossibile ogni efficace azione dei lavoranti per ridurre coll'accordo il saggio dei profitti del capitale, ad aumento della retribuzione del lavoro . Prelevando somme dal mercato dei capitali con garanzia di interessi elevati, quale sarà il capitale che vorrà darsi alle industrie, le quali sempre importano un grave rischio, mentre potrà fruttare como­damente e sicuramente col semplice impiego in valori pubblici o garantiti, in cui non pagherà imposte di sorta?.23) Una politica finanziaria volta ad assicurare il buon mercato dei capitali avrebbe facilitato dunque, come riaffermerà in altra circostanza,24) l'afflusso di essi anche in settori diversi
!*) P. VILLANI, Gruppi sociali e classe dirigente, cit., p. 903.
20) Per lo svolgimento che segue di questi aspetti del pensiero di Sonnino, vedi R. NIERI, Proprietà fondiaria e mezzadria, cit., pp. 493 sgg., e R. NIERI, Un proprietario toscano e la crisi agraria degli anni '80. S. Sonnino nel dibattito politico del 1885, in Bollettino storico pisano, 1984, pp. 65 sgg.
2> Vedi S. SONNINO, / contadini, cit., pp. 159-165.
22) ivi, pp, 160 sgg.; vedi anche S. SONNINO, La Questione degli scioperi, cit., pp. 189-190, e Discorsi parlamentari, cit., 7 luglio 1880, p. 17.
23) s. SONNINO, / contadini, cit, p. 169, e Discorsi parlamentari, cit., pp. 18-19.
24) /vi, 13 febbraio 1885 (sulla crisi agraria), pp. 148 sgg.