Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIA 1875-1880; <> 1878-1880;
anno <1991>   pagina <340>
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Rolando Nieri
che siano riconosciuti ed ha la forza necessaria per farli riconoscere. Domanda di aver parte al governo insieme con la borghesia, vuole miglio­rare le sue condizioni morali, economiche e civili e l'ottiene persino in paesi aristocratici come l'Inghilterra. Se noi entreremo davvero in quella che si chiama la società e la civiltà moderna, il medesimo problema si presenterà a noi.58) Ma in Italia, a giudizio della Rassegna, ben pochi fra gli esponenti della classe dirigente erano sensibili a tali problemi. La nostra carta costituzionale ha proclamato l'uguaglianza di tutti i cittadini, la libertà del lavoro, il diritto di associazione, la libertà piena di ogni specie di transazione. I principi sono salvi; perché ci impiglie-remmo nel rompicapo delle condizioni reali? .ss) Ma anche fra noi tutto si muta, i vincoli antichi si spezzano , nascono nuovi bisogni, si fanno più tese le relazioni fra uomini di classi diverse; nondimeno leggi e costumi sono tuttora lontani dal secondare questi mutamenti. Le separazioni e le ostilità si accentuano con vigore crescente e ci inducono a temere che uno stato di guerra durevole appresti nuove difficoltà all'opera già malagevole del nostro risorgimento economico e civile. Soltanto da breve tempo la critica viva, non dottrinaria, emancipata dalle forme e dagli indirizzi di mera teoria, si è impadronita di questi ardenti problemi. [...] I fatti parlano più. alto delle paure e le trasfor­mazioni, se pur necessarie non fossero, avrebbero il loro corso anche se taciute o contraddette .*) Il crescente numero degli emigranti, gli assembramenti di contadini agli uffici di parecchi comuni, le ostilità per ragioni di salario, dimostrano che le convivenze campagnole hanno assunto un carattere diverso da quello ond'erano dominate venti o trent'anni indietro. E non è forse vero che le prove di mutamenti ancor più signifi­canti si raccolgono ogni giorno anche in mezzo agli operai italiani, seb­bene si addensino in numero ben scarso presso le fabbriche, a paragone dei centri industriali d'altri paesi?. Discussioni su tariffe, ore di lavoro, regolamenti delle officine, organismi speciali di resistenza: il moto infine è dato e non s'ha alcuna ragione di pensare che debba arrestarsi. Noi ci sorprendiamo a chiedere pertanto come mai si chiudon gli occhi di buon grado sopra questa condizione di cose; come mai tutto questo complesso di fatti [...] sembri sfuggire all'attenzione dei poteri sociali e ciò che è più [...] non alimenti il mondo degli studi, non basti da sé solo a creare un moto fecondo di vita intellettuale.61)
In Italia non erano mancate in quegli anni consistenti manifestazioni del nuovo spirito che animava le classi lavoratrici. Per molti aspetti esem­plari in questo senso erano stati gli scioperi nel Biellese, che avevano avuto notevole risonanza e prefigurato il tipo di rapporti conflittuali proprio dell'industria moderna. Luigi Luzzatti ne dava conto sulla Rassegna,
58) La Rassegna settimanale, 27 novembre 1881, La questione sociale. 50) Le lotte del lavoratori, zìi,
60) ibidem. Cfr, anche La questione sociale, eli:., e l'articolo con questo stesso titolo del 5 gennaio 1879, nonché La stampa e la questione sociale, 13 aprile 1879.
61) Le lotte del lavoratori, cit,