Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ITALIA 1875-1880; <
> 1878-1880;
anno
<
1991
>
pagina
<
343
>
La Rassegna settimanale e l'industria 343
questo [... e] la questione della personalità giuridica per ambedue tali forme di sodalizio operaio [doveva] essere contemporaneamente risolta .74> Nella valutazione della Rassegna le moderne associazioni operaie erano perciò in grado di assolvere la duplice funzione di efficace sostegno ai singoli soci e, come già abbiamo accennato, di tutela degli interessi generali della classe operaia nei conflitti col capitale. Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, si insisteva particolarmente sulla necessità di un pieno riconoscimento del diritto di sciopero, modificando gli articoli del codice penale che, di fatto rendevano arbitro il giudice della legittimità di una astensione concertata dal lavoro, nell'ambito di una disciplina non conforme ai principi della libertà .75>
L'attenzione della Rassegna non si limitava al mondo della produzione, alle forme associative e agli strumenti di lotta della classe operaia, ma investiva anche aspetti più generalmente sociali, che sempre riguardavano le sue condizioni di vita. Su questi non è qui il caso di soffermarsi; basti però ricordare la chiara nozione che si aveva del nesso fra il progrediente industrialismo e l'inasprirsi di certi problemi sociali, nell'ambito del crescente agglomerarsi di popolazione nelle città: alcoolismo, prostituzione, malsani alloggi popolari, abiezione morale risultante dalle infelici condizioni economiche .76> Anche in rapporto a questi fenomeni, si faceva presente la necessità che le leggi si accordassero col pubblico costume e colla pubblica igiene. E quando si mediterà con intelletto d'amore siffatta materia, parrà una favola che nell'anno di grazia 1876, in nome della libertà del commercio e dell'industria, il governo si sia disinteressato di questioni che implicano la salute o la decadenza delle nostre classi lavoratrici J7>
Di fronte alla complessità della questione operaia e delle sue implicazioni, si rilevava frequentemente sia l'insufficiente consapevolezza o la chiusura della classe dirigente, che l'assenza di una valida politica sociale. Per il primo aspetto può essere abbastanza significativo ricordare la recensione dedicata dalla Rassegna al 'libro popolare' di Alessandro Rossi, Questione sociale e questione operaia, apparso nel 1879. Non priva di ironia, questa recensione sottolineava che lo scritto del Rossi era indirizzato all'intento di edificare gli operai italiani sulla necessità di adattarsi ai rapporti economici presenti e di aborrire dalle dottrine dell'Internazionale. Nobilissimo tema, senza alcun dubbio si commentava e soprattutto interessante per un ricco e benefico manifattore, ma tema che vorrebbe forse esser trattato con maggiore imparzialità di vedute.
74) ibidem.
75) La Rassegna settimanale, 11 luglio 1880, La legislazione sugli scioperi. Su questo problema cfr. G. C. JOCTEAU, L'armonia perturbata. Classi dirigenti e percezione degli scioperi nell'Italia liberale, Bari, 1988.
76) La Rassegna settimanale, 22 settembre 1878, La questione sociale in Italia, risposta di Sonnino e Franchetti alla lettera di A. Salandra. Cfr. anche ivi, 4 luglio 1880, Un frammento di legislazione sociale e La polizia dei costumi.
T) Un frammento, cit.