Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIA 1875-1880; <> 1878-1880;
anno <1991>   pagina <346>
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Rolando Nieri
consapevolezza la persuasione che se questi interessi non avessero acquisito voce politica, la borghesia non sarebbe stata indotta a mettersi sulla via delle riforme. L'introduzione del suffragio universale appariva perciò come la condizione preliminare a questo fine. In base ad esso la Camera dei deputati sarebbe diventata specchio fedele delle forze sociali esi­stenti, e il numero, la quantità, la cui prevalenza era tanto paventata dai moderati, sarebbero diventati criterio per misurare tali forze sociali in teonini di influenza politica, con esclusione di quelli arbitrari di censo, cultura e classe, volti a creare privilegi e discriminazioni. Col suffragio universale invece, ogni classe, ogni interesse, ogni forza, viene ad essere rappresentata in quella misura in cui si traduce in numero. Le forze inerti non valgono w.86)
In Italia scarsa era la sollecitudine di governi e classi dominanti nell'esaminare e risolvere le gravi questioni economiche che interessano il benessere delle classi inferiori e segnatamente dei contadini e delle plebi delle grandi città.87) La loro condizione andava peggiorando. Le popo­lazioni delle fertili campagne della bassa padana avevano come prospettiva di morire di pellagra o emigrare in America; nella sola Lombardia 56.000 fanciulli al di sotto di 14 anni lavoravano nell'industria tessile con orario uguale agli adulti; in Toscana la classe dei pigionali aumentava di numero e minacciava il sistema della mezzadria; nel Mezzogiorno i contadini dipendevano in maniera assoluta dal padrone, oppressi dallo sfruttamento, dalla miseria e dall'usura.88) Qui in particolare il rapporto fra le classi si configurava come quello fra oppressori e oppressi. Il cafone odiava il galantuomo e vedeva nel Re galantuomo il re dei galantuomini; e il brigantaggio dal 1861 al 1867 ebbe tutti i caratteri di una solle­vazione delle classi basse contro le classi alte w Le classi inferiori non avevano tratto beneficio dalla rivoluzione nazionale, che è stata sfruttata dalle classi agiate ; w nel corso degli anni si era aggravato il distacco fra i ceti sociali, fra le istituzioni e il paese reale. Era dunque neces­sario e urgente migliorare le condizioni delle classi lavoratrici, per motivi di giustizia sociale ed anche per l'interesse della borghesia stessa; nonché per la politica dello Stato, perché la società civile è un organismo e quando in un organismo una parte soffre, tutte le altre ne sentono
86) La Rassegna settimanale, 9 febbraio 1879, // suffragio universale. In vari altri articoli sono seguite, con attenzione critica, le proposte e l'elaborazione del progetto che porteranno alla riforma elettorale dell'82, fra cui, IVI, 17 novembre 1878, Le nuove proposte di HI orma elettorale, 4 maggio 1879, La riforma della legge elettorale politica, 25 aprile 1880, // suffragio universale, ecc.
**> // suffragio universale, 9 febbraio 1879, cit. Le stesse osservazioni critiche erano rivolte al partito democratico che, se anche fosse arrivato al governo, avrebbe rappresentato una minoranza, gli interessi di una borghesia ristretta ; vedi ivi, 4 maggio 1879, / repubblicani in Italia.
**) La Rassegna settimanale, 8 giugno 1879, Le classi povere e lo Stato italiano.
*) Ibidem.
50) Ibidem.