Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIA 1875-1880; <> 1878-1880;
anno <1991>   pagina <349>
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La Rassegna settimanale e l'industria 549
giormente, ancorché si trovi modo di aumentare la produzione della ricchezza e di renderne più equa la distribuzione .,0]>
H contenuto di questa possibile azione filantropica non aveva per i due toscani ovviamente nulla a che fare con l'elemosina o la carità, che anzi queste ultime avrebbero perpetuato il male.102) Doveva consistere invece in una serie di iniziative dei pubblici poteri e della classe borghese, in quegli ambiti che più da vicino riguardavano la vita delle Classi miserabili: miglioramento e estensione degli alloggi popolari, avviamento al lavoro, diffusione dell'istruzione, efficace sistema di assistenza pubblica per i più poveri, anche attraverso la trasformazione delle opere pie, ecc.103) La filantropia cosi intesa, insomma, trovava il suo posto a fianco della legislazione sociale. Questa avrebbe estrinsecato i suoi effetti sulle con­dizioni e il luogo di lavoro, oltre ad assicurare certe previdenze per i lavoratori, in caso di malattia, infortunio, vecchiaia; quella avrebbe agito, in ambito sociale, sulle condizioni materiali e morali di esistenza.
H problema sociale nei suoi vari aspetti, secondo la frase citata sopra, riguardava dunque l'Italia tutta, non soltanto le province meri­dionali e il settore agricolo, e poteva essere affrontato sulla base di un aumento della produzione specialmente agricola, ma non soltanto di essa, in marnerà che potessero usufruirne anche i ceti popolari urbani, non solo quindi i contadini. In effetti è nell'ambito e nella prospettiva di un processo di sviluppo economico complessivo che va valutato, come si è affermato inizialmente, il riformismo sonniniano. Il punto di partenza fondamentale di esso è la coscienza del conflitto che esiste, al livello strutturale, fra le classi sociali, nell'agricoltura più arretrata come in quella capitalistica, e nell'ndustria. In presenza di questioni sociali, da Sonnino acutamente percepite, connesse con le vecchie e nuove realtà economiche, e quindi di una situazione in movimento, che rendeva ina­deguate le tradizionali gerarchie sociali e politiche, il problema era di dare un fondamento diverso e più ampio all'egemonia borghese. Salva­guardando ovviamente il rapporto di potere che ne era alla base, l'orien­tamento di Sonnino era volto da una parte a modificare o porre limiti all'esercizio di quel potere, cioè al diritto di proprietà latamente inteso, e di volgere, dall'altra, le potenzialità conflittuali esistenti nell'ambito della distribuzione della ricchezza. Ambedue le cose rappresentavano anche, da un altro punto di vista, il prezzo da pagare per rinnovare quell'ege­monia. Per quanto riguarda la terra e l'agricoltura, svariate volte Sonnino, in particolare nel saggio sui contadini in Sicilia, aveva affermato la legittimità di limiti legislativi per la proprietà privata territoriale e sostenuto la validità di questa soltanto in termini di effettiva utilità sociale.104) Ma a parte ciò, quel che è pertinente e specifico per illustrare
WD Ibidem.
102) La Rassegna settimanale, 13 gennaio 1878, Le opere pie e la miseria, cit.
103) cfr. La questione sociale, cit., e Le opere pie, cit.
io*) S. SONNINO, / contadini in Sicilia, cit., pp. 3-7, 160-161, e cfr. R. VILLARI, op. cit., PP. 53 sgg., 68 sgg.