Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIA 1875-1880; <> 1878-1880;
anno <1991>   pagina <351>
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La Rassegna settimanale e V"industria 351
anche quella stabilità istituzionale e di governo, il cui raggiungimento è stato per Sonnino un assillo continuo, di fronte ad una realtà per più versi refrattaria. In questa sede non è possibile soffermarsi su questa sua problematica. È sufficiente però ricordare che il problema del buon funzionamento e della solida base delle istituzioni rappresentative, è ancora ricercato, negli anni della Rassegna settimanale, in un rapporto con le forze reali del paese, piuttosto che in un equilibrio interno a quelle, basato sul principio rigoroso della separazione dei poteri, come nel Torniamo alto Statuto.11*) Anzi, si potrebbe dire che quel diverso e migliore rapporto è suscettibile di correggere le disfunzioni e degenerazioni istituzionali. Non mancano peraltro anticipazioni del futuro svolgimento del suo pensiero, ma per quegli aspetti cui ci siamo riferiti, non sono tali da comportare modifiche a quanto si è affermato.109)
La consapevolezza profonda dei problemi sociali e degli ambiti istituzionali e politici in cui affrontarli, distingueva nettamente la posi­zione di Sonnino e della Rassegna da tentativi e iniziative, allora in svolgimento, da parte di gruppi ristretti della classe dirigente. Esemplare fu l'atteggiamento nei confronti di Luzzatti, come grande promotore del credito cooperativo e presidente dell'Associazione generale delle Banche mutue popolari. Negli intenti di Luzzatti quest'opera, che doveva incar­nare una sorta di terza via per le classi operaie fra socialismo e catto­licesimo sociale, faceva parte di quell'insieme di attività che avrebbero dovuto accompagnare l'adozione di una legislazione sociale. Il 7 luglio 1878 apparve sulla Rassegna un ampio e criticamente motivato articolo, dove si avanzavano alcune fondamentali riserve sulla portata e l'efficacia di tali istituti, ribadite da Sonnino in una lettera a Luzzatti di poco suc­cessiva.110) L'articolo prendeva lo spunto dalla Relazione da questi pubbli­cata sulle condizioni di tali banche.111) Dato atto del quadro magistrale tracciato da Luzzatti del loro sviluppo e delle loro operazioni, si affermava che l'impressione complessiva che si traeva dalla relazione era tale, nonostante gli aspetti positivi nella gestione degli affari, da non giustificare del tutto le 'lodi calde, anzi appassionate che loro rivolge, quasi fossero una vera organizzazione del credito a prò degli operai agricoli e mani-
io) Su questi problemi vedi P. RIDOLA, Sonnino e la crisi delle istituzioni parlamentari in Italia, in Crìtica storica, 1974, pp. 266 sgg. Cfr. anche A. JANNAZZO, Governo rappresentativo e democrazia nel pensiero di S. Sonnino, in // pensiero politico, 1987, pp. 79-97. Delo stesso, v. anche Sonnino e Crispi, in Rassegna storica del Risorgimento, 1986, pp. 280-292.
W) P, RIDOLA, op. cit., pp. 268 sgg, 273 sgg., 277 sgg.
no) La Rassegna settimanale, 7 luglio 1878, Le Banche mutue popolari italiane e le classi operaie. La lettera di Sonnino è del 16 luglio 1878; vedi L. LUZZATTI, Memorie, cit., p. 70. Cfr. anche La Rassegna settimanale, 12 gennaio 1879, recensione a L. LUZZATTI, Sull'andamento del credito popolare In Italia, Milano, 1878, e ivi, 21 novembre 1880, Le Banche popolari italiane nel 1879, in cui si ribadiscono sostanzialmente, pur con qualche attenuazione, le critiche svolte nell'articolo del 7 luglio 1878.
Hi) Vedi L. LUZZATTI, Relazione sulle condizioni economiche e morali delle Banche mutue popolari italiane al ZI dicembre 1876, In Giornale degli Economisti, aprile-maggio 1878, pp. 1-82.