Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ITALIA 1875-1880; <
> 1878-1880;
anno
<
1991
>
pagina
<
352
>
352 Rolando Nieri
fattori. Diciamo francamente che il parlare dell'associazione dei miseri e dei derelitti, della benemerita falange dei soci i quali furono finora gli schiavi dell'usura, del monte di pietà o della beneficenza pubblica e privata, a proposito delle Banche popolari, non ci sembra abbastanza giustificato dai documenti riportati . In sostanza, due erano le obbiezioni di fondo, connesse fra loro e ben argomentate: la prima, che un tale tipo di iniziative non era idoneo ad avviare a soluzione i problemi sociali; l'altra, che proprio per questo non venivano meno le ragioni che alimentavano il crescere del socialismo. Tenendo conto anche dell'esperienza tedesca, con le sue cooperative di credito, di consumo e di produzione, si metteva in rilievo la tendenza alla sopravvalutazione della loro funzione, che faceva velo al limite di fondo che esse avevano, quello cioè di non coinvolgere, se non marginalmente, come già accennato, il cosiddetto quarto stato. Proprio basandosi sulle cifre riportate da Luzzatti e facendo esempi tratti dalla sua stessa relazione, si constatava come, sia per la percentuale dei soci, che per l'ammontare dei capitali dati a prestito, i maggiori beneficiari non fossero operai e contadini, bensì piccoli commercianti e industriali ed anche piccoli proprietari fondiari. Tutte classi cioè che godono di una relativa agiatezza ; cosa questa che rivelava la poca popolarità delle banche . Anche in Germania la situazione non era granché diversa ed anche in questo caso la gloriosa umiltà delle clientele invocata dall'on. Luzzatti pei suoi sodalizi [era] un pio desiderio . Ne era una riprova la loro incapacità ad arrestare l'avanzarsi lento ma terribilmente continuo del socialismo in quel paese.
Se le banche popolari quindi giovavano assai poco in modo diretto alle classi operaie propriamente dette, non erano loro utili neppure indirettamente, con l'aiuto dato a quelle categorie detentrici di piccoli patrimoni. Gli interessi di queste ultime non [erano] affatto armonici con quelli degli operai e dei contadini e molto spesso e diffusamente anzi, ciò dava luogo a fenomeni di esoso sfruttamento.112) Tutto questo non era detto per diminuire il pregio dell'opera feconda del Luzzatti, ma perché non dimenticasse che pelle classi operaie ci vogliono ben altri aiuti. Rammenti soprattutto che la regione classica delle banche popolari in Italia, la Lombardia, è anche la terra promessa della pellagra .
L'approccio più ampio che La Rassegna e Sonnino dimostravano per i problemi sociali e lo spessore più consistente delle analisi, nonché la maggiore apertura politica, facevano dunque individuare loro i limiti di certe iniziative del moderatismo riformatore, quale quello di Luzzatti, per cui gli strati sociali più bassi e numerosi, soprattutto agricoli, in cui si rifletteva davvero la questione sociale in Italia, non ne erano toccati, né potevano essere modificate le loro condizioni di vita. Là misura e la verifica delia loro possibilità di reale incidenza nel profondo del tessuto sociale era per Sonnino rappresentata, come si è visto, da un corrispettivo scotto da pagare dalle classi dirigenti, necessario insieme per migliorare la situazione dei ceti subalterni e per conservare su altra base l'egemonia borghese.
112) La Rassegna settimanale, 7 luglio 1878, Le Banche mutue, cit,