Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ITALIA 1875-1880; <
> 1878-1880;
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1991
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Rolando Nieri
campagne, la situazione internazionale e le rivalità coloniali, fecero si che venissero sviluppate certe questioni connesse al problema dell'emigrazione, già presenti negli scritti di Sonnino, ma che assunsero allora maggiore rilievo. Restava sempre di centrale importanza l'obbiettivo del miglioramento della condizione dei contadini, a cui difesa e contro le richieste dei proprietari, Sonnino si pronunziò anche nel corso del dibattito parlamentare del 1885 stilla crisi agraria.142) Ma insieme a questo, si insisteva sull'emigrazione come valvola di sicurezza per i conflitti sociali e veicolo di espansione coloniale e di potenziamento economico nazionale. Per quest'ultimo aspetto, come vedremo, si aveva presente il complessivo organismo produttivo, non più soltanto le questioni sociali ed economiche dell'agricoltura e del Mezzogiorno.
La Rassegna percepiva acutamente la crescente pericolosità per l'ordine sociale della miseria contadina, di fronte a cui risaltava l'insipienza dei governi e dei proprietari. Si tracciava una sorta di schema tipico e sequenziale di comportamenti che, in mancanza di una capacità innovatrice delle classi dirigenti, conducevano all'incancrenirsi delle situazioni. Soprattutto nelle annate sfavorevoli, i contadini vengono a reclamare lavoro dai municipi, il governo incoraggia questi a concederlo, e governo e proprietari non si avvedono che in questo modo si mettono sulla china che conduce al socialismo più pericoloso, preparano per l'avvenire pericoli sempre maggiori per la quiete pubblica e un disordine economico senza limite, coll'accrescersi indefinito del consumo improduttivo di capitali per cagione d'ordine pubblico. Intanto la pellagra si estende, la nostra razza si deteriora; intanto i semi di idee sovversive vengono portati dall'estero in Italia e trovano un terreno fecondo in mezzo al ribollire di quelle popolazioni ignoranti, sofferenti e rinchiuse entro i confini di una patria ingrata. L'emigrazione è uno dei pochi mezzi efficaci, se non a togliere, almeno ad allontanare i pericoli sollevati dalla questione delle nostre plebi agricole che ingigantisce dinanzi a noi e dinanzi alla quale chiudiamo gli occhi. La emigrazione migliora gradatamente le condizioni fatte ai lavoratori della terra per la diminuita concorrenza delle braccia e, quando ben diretta, può inoltre procurare al paese nuovi capitali, se gli emigrati ritornano; influenza e sbocchi commerciali all'estero, se si stabiliscono definitivamente nel luogo di emigrazione .l43>
Essa andava dunque lasciata libera, tutelata e, se possibile, indirizzata verso colonie nazionali. Tuttavia, il favore con cui Sonnino e la Rassegna guardavano all'espansione coloniale dell'Italia non si esauriva in questa motivazione sociale. Accanto ad essa assumevano rilievo aspetti riguardanti la politica estera, il potenziamento della produzione, l'irrobustirsi stesso della borghesia nazionale. Si sosteneva insomma la necessità di colonie, anche indipendentemente da quella finalità. Assai significativo
M2> Sull'intervento di Sonnino alla Camera del 13 febbraio 1885 e sulle sue implicazioni economiche e sociali, vedi R. NIERI, Un proprietario toscano e la crisi agraria, cit.
143) La Rassegna settimanale, 23 marzo 1879, L'emigrazione e le classi dirigenti, cit.