Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ITALIA 1875-1880; <
> 1878-1880;
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1991
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Rolando Nieri
come succede in Francia, l'aumento della popolazione, perché molti si condannano al celibato per non dividere il campicello avito, mentre in Inghilterra non si teme per la certezza di poterle trovare impiego, almeno nelle coionie .
A. questo punto, la colonizzazione si complica con un altro problema sociale, quello del predominio della borghesia .M7> Essa poteva diventare occasione e strumento per estendere l'influenza e il ruolo di classe dirigente della borghesia, se questa si fosse dimostrata feconda di prole e feconda di iniziativa: non è né dai ricchi, né dai proletari che si deve aspettare l'opera della colonizzazione, ma dalla borghesia, che deve appunto mantenere il suo predominio dirigendo coi suoi figli l'operosità dei nostri emigranti all'estero, e delle ricchezze così acquistate giovandosi per l'incremento del benessere nazionale. Sotto qualunque lato sì consideri, l'impianto di colonie è anche per l'Italia opportunissimo e mediante tale mezzo riusciremo a trarre dall'estero, pel nostro incremento nazionale, capitali non con mutui passivi, ma diffondendoci su altri lidi ed ivi ponendo a contributo la potenza produttiva di altri terreni, la potenza consumatrice -di altri popoli.14*)
Tale orientamento trovò in alcuni discorsi di Sonnino alla Camera, a cominciare da quello del maggio 1883, un ulteriore sviluppo. Sonnino infatti fondeva insieme i vari motivi trattati sulla Rassegna, che riguardavano la politica estera e coloniale, come le questioni sociali ed economiche, facendo dell'emigrazione il perno delle sue argomentazioni e, come si accennava prima, una condizione importante per incidere sulle situazioni esistenti.149* L'emigrazione permanente, diretta principalmente verso le Americhe, stava aumentando e, a suo giudizio, era un fenomeno destinato a durare a lungo e tale che nessun provvedimento amministrativo o legislativo avrebbe potuto arrestare. Sonnino non si univa a coloro che deploravano il fenomeno per se stesso. Si rallegrava anzi pel nostro paese, per l'avvenire della schiatta e del nome italiano, che la nostra popolazione abbia in sé questa forza di espansione, la quale, benché oggi ancora minore di quella della razza germanica o anglosassone, è pur tale da fornirci i mezzi di estendere l'azione e la civiltà nostra sopra lontane contrade. Io ravviso nella nostra emigrazione un potentis-
H7) Ìbidem.
148) Ibidem. Vedi anche La Rassegna settimanale, 10 agosto 1879, Le colonie, dove si ribadiscono questi concetti, soffermandosi poi in particolare sul ruolo che, con le colonie avrebbero potuto svolgere quei celi che, ricevuta una educazione e una istruzione liberale , avevano però bisogno di lavorare per vivere ed erano nell'impossibilità pratica di darsi alle arti manuali . Da essi proveniva quella grande quantità di spostati , pericolosi per la stabilità delle istituzioni, qualunque esse siano . Con le colonie avrebbero trovato modo di guadagnare la vita e farsi una posizione .
149) S. SONNINO, Discorsi parlamentari, cit., 7 maggio 1883, pp. 118 sgg., in cui svolge l'interrogazione diretta al ministro dell'Interno, sulla circolare ai prefetti del 6 gennaio 1883, relativa all'emigrazione. Cfr. anche l'intervento del 6 dicembre 1888, relativo al progetto Crispi sull'emigrazione, ivi, pp. 443 sgg.