Rassegna storica del Risorgimento
ITINERARI TURISTICI RISORGIMENTALI VICENTINI (COLLANA); VICENZA
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1991
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Libri e periodici
che in certa misura determinò e dai quali rimase esaltato, pur nell'umiliazione della materiale sconfitta, annullata con la scelta meditata e serena del patibolo. Certo, s'avverte la simpatia che lega l'autore al suo personaggio: ma è la stessa che egli già altra volta ha mostrato di riservare agli uomini, come il canonico De Luca, che, mossi da spinte ideali profonde, sanno mantenere diritta la schiena davanti alle avversità; agli eroi solitari, destinati ad ottenere vittoria postuma e ragione soprattutto nel foro della propria coscienza. .Né vi è dubbio che G. Amato, nella vecchia questione se lo sviluppo dei fatti storici sia maggiormente debitore verso i capi o verso le masse, propenda per i primi.
Ma nel volume, come si diceva, il Serafini non ottiene che quel posto che egli stesso aveva scelto di ricoprire nella grande avventura della Repubblica Napoletana, cui volle prender parte: un posto di guida politica, ma tenuto senza enfasi, come un dovere di testimonianza civile.
La narrazione è divisa in due parti, con un intreccio di temi che si integrano e illuminano vicendevolmente. La prima è ima delineazione, rapida ma efficace, del quadro offerto dall'Italia meridionale, in particolare dall'Abruzzo e dal Molise, nel semestre tra la fine del '98 e il giugno del '99, in cui trovarono attuazione, sia pure imperfetta e slegata, le -idee libertarie diffusesi nel triennio 1796-1799, e in cui fu condotta, con immediato successo, la vigorosa campagna di repressione del cardinal Ruffo; la seconda, più particolare e drammatica, è dedicata a Libero Serafini e alla sua patria, Agnone nel Molise, della cui precoce democratizzazione fu pars magna e della cui libera Municipalità gli fu subito conferita la presidenza.
La ricostruzione, chiara nel dettato e sempre distesa, malgrado sia chiamata a inseguire, in concitata successione, bagliori di speranze e amare disillusioni, ingannevoli iniziali successi e irreparabili cadute, culmina nelle belle, nuove pagine dell'epilogo, in cui si compie il destino del Serafini, ormai capo d'una comunità frantumata, costretto alla fuga nelle terre a lui poco o punto note dell'Avellinese, ferito, catturato, ridotto in solitudine, e tuttavia sorretto da certezze che lo rendevano intimamente invincibile: uno di quei miti, ma ferrei, antieroi che sanno farsi eroi per dovere e diventano sfida perenne al potere.
Fu subito riconosciuto degno d'onore dalla parte avversa: dai memorialisti Petromasi e Sacchinelli. che erano al seguito del Ruffo, e ne scrissero; dallo stesso cardinale, che, nella palude dei voltagabbana, per giunta dediti alla vile pratica delle vendette private, aveva trovato un uomo, di cui temeva l'esempio, e che avrebbe voluto salvare dalla prevista pena della forca. Non ci riuscì, perché Serafini non concesse il formale ossequio alla Monarchia che gli era stato richiesto.
Di lui si dimenticò invece la sua parte politica, e il suo nome sarebbe probabilmente ancora ignorato, se dalle pagine di quei memorialisti non l'avesse riesumato Giustino Fortunato, scrivendo de / Napoletani nel 1799. Si può dire che U debito verso il Serafini venga compiutamente colmato oggi, dopo quasi due secoli, con questo lavoro d'un altro notaio, che, dialogando con quel lontano predecessore in simpatia spirituale, ma con piena onestà critica, ce ne ha restituito le sembianze.
In conclusione, una notevole ricerca storica, con frequenti originali contributi, che appaiono affidabili sia per la serietà dell'apparato e dell'esame documentario, sia per il puntuale studio topografico su cui si fondano.
MARIO MELLO
MARISA VANNINI DE GERULEWICZ, Carlos Luis Castelli, Documentos. Vida y obra del General de Divlslón Carlos Luis Castelli ilustre prócer de la Independencia; Caracas, Camara de come re io, industria y agricoltura venezolano-italiana, 1988, in 8, pp. 518. S<p.
La prof, Marisa Vannini de Gerulewicz, titolare della cattedra di letteratura italiana nella Universldad Central de Venezuela di Caracas, riprende, dopo oltre 25 anni, Tinte-