Rassegna storica del Risorgimento
ITINERARI TURISTICI RISORGIMENTALI VICENTINI (COLLANA); VICENZA
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1991
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pagina
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Libri e periodici
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ressante discorso degli ufficiali italiani delle armate napoleoniche che lottarono per l'indipendenza d'America con Bolfvar con questo documcntatissimo saggio che sì riferisce ad uno fra i più prestigiosi di essi.
E del 1966, infatti, la prima edizione del suo Italia y los italianos en la historia y en la cultura del Venezuela, cui seguì la seconda nel 1980,') in cui, per la prima volta è proposta una problematica emigratoria di grande interesse, di cui sono esposti i termini e gli sviluppi attraverso la documentazione che segue il personaggio dal suo arrivo nell'America Ispanica fino alla morte. Detta emigrazione di élite si svolge su due linee direttive ben distinte, riferendosi la prima agli ufficiali e la seconda ai corsari genovesi, parecchi dei quali avevano già combattuto, e con successo, nel Mediterraneo al comando di una flotta ausiliaria di quella francese ed alcuni dei quali si erano distinti in azioni belliche contro le flotte austriache ed inglesi operanti in detto mare. Basti pensare a Giuseppe Bavastro, il più noto fra i corsari liguri, che, poi, si trasferirà nei mari venezolani.
Va attribuito alla Vannini il merito di avere richiamato l'attenzione su una casistica di tanto interesse per altro ben nota, per alcuni suoi aspetti, per le memorie pubblicatesi in Italia di due personaggi di rilievo che, avendo partecipato in Europa, anche se con gradi subalterni, alle guerre napoleoniche, dall'Europa centrale alla Spagna, inter-. verranno, poi, a quella per l'indipendenza d'America nell'area bolivariana, acquistandovi, il secondo, posizioni di grande prestigio. Mi riferisco a Costante Ferrari e ad Agostino Codazzi, il quale, a parte la fama acquisita come geografo, conseguirà il grado di generale nell'esercito colombiano.2)
Carlos Luigi Castelli era nato a San Sebastino da Po, a trenta Km. da Torino, il 18 dicembre 1790 e militò nell'esercito napoleonico, a sua detta, nella Giovane Guardia, negli anni 1814-1815. Ricerche da noi condotte su vari fondi napoleonici dell'Archivio di Stato di Milano, fatte conoscere nel saggio dal titolo Combattenti italiani per la rivoluzione bolivariana. Corsari e ufficiali, non ci hanno permesso di accertare quale fosse l'esatta denominazione di detto corpo militare; fra i numerosi Castelli, di cui 6Ì conserva la cartella nel cospicuo fondo del Personale, non ve ne è, poi, alcuna che possa riferirsi al nostro.3) Sono, pertanto, molteplici le lacune che restano nelle nostre attuali conoscenze sull'iniziale periodo italiano del personaggio e su quello che seguì, essendo egli rientrato
l> La prima edizione (pp. 638) fu pubblicata in Caracas dalla Oficina centrai de ìnformación della Repubblica venezolana e la seconda (pp. 651) nelle Ediciones de la Biblioteca della Universidad Central de Venezuela (Colección Historia, VII).
2) COSTANTE FERRARI, Memorie postume, a cura di MARIO MENGHINI. La prima edizione dell'opera era stata pubblicata nel 1855 in Rocca S. Casciano per i tipi di F. Cappelli, con il titolo seguente: Memorie postume del Cav. Costante Ferrari Capitano delle Guardie Reali del Regno Italico, Tenente-Colonnello nelle Americhe e Colonnello effettivo in Italia. Non abbiamo notizia che l'opera sia stata tradotta in paese latino-americano; AGOSTINO CODAZZI, Le memorie, a cura di MARIO LONGHENA, Milano, 1930. Dell'opera sono finora apparse due edizioni nei paesi direttamente interessati alle sue attività di ricercatore e di geografo, la prima a Caracas, nel 1970, a cura di M. Vannini de Gerulewicz e la seconda a Bogotà, nel 1973. a cura di Andrés Solano Lleras ed Alberto Lee Lopez.
3) SALVATORE CANDIDO, Combattenti italiani..., in Quaderni latinoamericani, Napoli, IX-X, 1983, pp. 1-29 (Nel volume pubblicatosi nel 1987 sul tema: Rivoluzione Bolivariana, Prospettive italiane, pp. 261). Nel suddetto fondo del Personale presso l'Archivio di Stato di Milano si conservano ben 2068 cartelle nominative di italiani che militarono negli eserciti napoleonici. Ma né in detto Fondo né in parecchi altri da noi esaminati abbiamo trovato traccia del Castelli il cui nome non figura, altresì, fra quelli dei giovani che si addestrarono in quegli anni nelle Accademie e Scuole militari.