Rassegna storica del Risorgimento

LEGA DOGANALE ; MORICHINI CARLO LUIGI
anno <1914>   pagina <620>
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A tal uopo, dopo aver lasciato passare ancora qualche giorno e prese le opportune intelligenze col Cav. Martini, mi proporrei indirizzare un ufficio formale al Ministro degli affari Esteri, nel qnale esporrei il di­segno della lega doganale e le sue ragioni politiche, e quindi generaliz­zando il discorso verrei a parlare della sostituzione dell' unione interna alle influenze estere nei governo, nelle riforme, e nella conservazione della quiete degli Stati Italiani, chiedendo infineuna risposta precisa.
Torino, 5-ottobre 1847.
CM. IT.
Oorboli al Segretario M Stato.
.. . Ma quanto alla lega doganale oso dire ohe l'unico modo [possibile di ottenere un risultato completo è l'assicurare di mano in mano irrevo­cabilmente* le partì che si vengono guadagnando. La Prussia in Grerma-nia non ha potuto fare altrimenti, ti Zottverein è il risultato di una serie di trattati stipulati prima con uno, poi con due, poi con tre o più Principi frail 1818 e il 1834. Di che mi sembra di vedere una ragione evidente in cip- che primieramente l'unione conclusa fra alcune Potenze crea interessi nuovi, dai quali le altre Potenze sono costrette ad acce­dere all'unione medesima; secondariamente l'opinione pubblica istruita e stimolata dai vantaggi che appariscono da un principio di unione di­viene un aiuto potentissimo a renderla completa.
Infatti il più forte argomento che io abbia potato spendere in Pie­monte, è stato quello dell' unione già stabilita fra la Santa Sede e la To­scana, il quale è divenuto eertissimo e irrevocabile mediante la missione a Torino del Cav. Martini. Così il più forte argomento che si possa avere a Modena e a Napoli sarà V unione già stabilita fra la Santa Sede, la To­scana e il Piemonte. Ma perchè questo validissimo argomento possa es­sere utilmente adoperato, fa d'Uopo che sia così certo e irrevocabile, com'è già quello della unione della Santa Sede colla Toscana. E siccome il Pie­monte non manderà un inviato né a Modena né a Napoli, così è neces­sario che la sua adesione sia almeno attestata solennemente con una sti­pulazione diplomatica. Altrimenti se l'adesione delle parti, si lascerà di­pendere dal consenso generale, al mio meschino intelletto sembra evidente che non si otterrà mai una conclusione, e che questi signori giungeranno alP intento della loro finissima politica, che è dì non dire né un sì né un no intero.
Torni. M ottobre 1847.