Rassegna storica del Risorgimento

LEGA DOGANALE ; MORICHINI CARLO LUIGI
anno <1914>   pagina <621>
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CM. V.
Il Segretario di Stato al OorboM..
Avuto riguardo al tempo decorso dalla prima dì lei apertala Bull'og­getto della importante sua missione, Ella ben si avvisava di procedere all'atto indicatomi affine di promuovere da cotesto Ministero una precisa risposta,. Eresse una posteriorecomunicazione però di cotesto Mr Nunzio I javrei luogo a confidarmi, essersi potuto a quest'ora da Lei conseguire l'intento, imperocché mi narra egli che in un incontro avuto nella sera dell'8 del- eorr.0 col Sig.r Min.0 degli Aif. Est., gli venne da questo detto confidenzialmente che tra poco si sarebbe a Lei data una risposta sull'affare della lega doganale e dessa nel senso di riconoscersi utilissimo dal Governo Sardo, il principio di siffatta associazione. In ogni caso poi Ella dia pur corso immediatamente al divisato formale ufficio, limitando però l'invito alla sola unione doganale.
li 15 ottone, 1847.
CM, VI.
Oorboli al Segretario dì Stato.
Sebbene ieri non fosse giorno di Consiglio, e fosse giorno di cosi gran cerimonia com'era il battesimo di una Principessa levata dal Sa­cro Fonte nel nome Augusto di Sua Santità, nondimeno il Re tenne un consiglio straordinario nelle ore pomeridiane : e alle sette della sera un biglietto confidenziale del Ministro delle Finanze mi annunziò che S. M. era ben. lieta di coronare un giorno così felice con la sua adesione alla lega doganale fra gli Stati della Chiesa, della Toscana, di Modena; e suoi, salve certe clausole che mi sarebbero poi spiegate.
Questa mattina poi io sono andato dal Ministro delle Finanze per co­noscere le clausole accennate dì sox>ra- Ed ecco, quali sono :
1 Si vorrebbe che il congresso dei Commissarii per determinare la tariffa e tutta la parte esecutiva si tenesse a Torino. Io ho risposto ohe in primo luogo, siccome l'Italia dovrà questo beneficio alla Santità di JH;. S. ohe ne ha concepita la prima idea, così mi pareva giusto che ciò si rendesse manifesto al mondo col fissate la sede del congresso negli Stati Pontificii. In secondo luogo ho osservato che aderendo Napoli, non vi sarebbe altro modo di evitare certi spinosi contrasti di conve­nienza che scegliendo pel congresso una città suddita di quell'unico Principe a cui nessun sovrano si vergogna di cedere il passo. H Mini­stro allora mi ha detto che aderendo anche Napoli, io avevo ragione, ma