Rassegna storica del Risorgimento
PAVIA (PROVINCIA) RIFORMA 1794
anno
<
1992
>
pagina
<
179
>
L'istituto provinciale a Pavia
179
nativa riceve l'incarico di dare gli ordini opportuni così che sollecitamente si dia inizio alla trattativa fra i delegati della Congregazione generale e del consiglio civico. Se non riuscisse la conciliazione s'imponga a quest'ultimo di esporre le proprie riserve, ma in un modo o nell'altro deve senza ulteriore ritardo spingersi al suo termine l'accennata vertenza.31)
I due corpi eleggono tre deputati ciascuno i quali, riunitisi il 18 e il 19 dicembre, raggiungono un accordo il cui testo è articolato in 19 capitoli; il più significativo riguarda la Congregazione municipale che, come si è anticipato, viene conservata ma apportando importanti cambiamenti alla sua composizione e soprattutto ridimensionandone i poteri rispetto al corpo rappresentativo degli estimati.
Su undici individui da cui verrebbe formata solo sei possono provenire dalle fila decurionali e per la metà devono essere dotati del censo richiesto (4000 scudi contro i 2000 previsti nel piano 1786), venendo con ciò accolta la volontà dei rappresentanti della Congregazione generale. I cinque seggi rimanenti sono suddivisi in modo che due spettino ai cittadini e tre ai nobili araldici.32*
Anche per quanto concerne i diritti della Congregazione generale, si sancisce il ritorno quasi integrale ai dettami della riforma del censo, secondo le aspirazioni degli estimati provinciali.
Sottoposto al giudizio dei due corpi interessati, l'accordo viene interamente approvato dalla Congregazione generale, mentre il consiglio chiede la revisione dei due punti più qualificanti, pretendendo cioè che l'estimo rimanga di 2000 scudi e che ai tre posti destinati ai nobili possano concorrere anche i decurioni.33* Dunque è prevalsa nuovamente all'interno del decurionato pavese la volontà degli individui più chiusi a ogni rinnovamento.
Gli estimati respingono simili pretese, che vanificherebbero ogni loro sforzo; in particolare mentre sul punto dell'estimo c'è una certa flessibilità tutti sono concordi nel mantenere invariata l'esclusione dei decurioni dai concorsi per i tre seggi riservati ai nobili araldici. I delegati della Congregazione controbattono per iscritto i rilievi del consiglio, mentre il marchese Litta riassume gli umori dei colleghi milanesi con la dichiarazione che non convenendo il corpo decurionale in dette massime, si darà la trattativa amichevole per terminata.34) In seguito lo stesso Litta,
31) Cfr. ordine del Magistrato politico camerale al consiglio generale di Pavia, 29 ottobre 1792, al quale è annessa copia del decreto della Corte di Vienna del 24 settembre 1792, entrambi in ASCP, Archivio comunale, e. 596.
32) Copia del testo accordato fra i deputati del consiglio civico e della Congregazione generale degli estimati, intitolato Proposizioni, si trova ibidem. I deputati sono rispettivamente: Carlo Calcidoni, Siro Trovamala e Benedetto Corti per il consiglio e Benedetto Arese Lucini, Ferdinando Cusani e Giuseppe Vitali Rizzi per la Congregazione.
33) Cfr. il verbale del consiglio generale del 22 dicembre 1792, ibidem.
34) Cfr. lettera di Pompeo Litta a Giuseppe Vitali Rizzi, Milano, 30 dicembre 1792, in ASCP, Archivio Meriggi, e. 158,