Rassegna storica del Risorgimento

PAVIA (PROVINCIA) RIFORMA 1794
anno <1992>   pagina <182>
immagine non disponibile

182
Chiara Porqueddu
reso vano ogni tentativo. Probabilmente demoralizzato e offeso, poiché tanto aveva sollecitato la partecipazione di quelli alla Congregazione, il Vitali Rizzi si tira in disparte e a noi viene meno la principale fonte di notizie.45) Nella documentazione si ha un salto che ci porta all'estate del 1794, Peraltro ben poche sono le tracce -di interventi scritti sia del governo che delle parti locali trovate in altre fonti archivistiche. Ricor­dando che gli estimati milanesi hanno appoggi negli ambienti di governo, si può presumere che la vertenza fra estimati e decurioni sia ormai condotta in forma riservata nelle alte sfere e che non rimanga che rimet­tersi a quanto stabilirà il sovrano.
Improvvisa giunge poi a Pavia la notizia: SM. ha graziato gli Estimati ed ha solamente aderito ai Decurioni con autorizzare i soli 2000 scudi sufficienti all'estimo , comunica con entusiasmo il cittadino Stefano Chiappori a Giuseppe Vitali Rizzi. Tutto ciò è dovuto all'inte­ressamento del marchese Litta al quale Giuseppe Vitali Rizzi è pregato di portare i -più sentiti ringraziamenti dei possessori pavesi.46)
In effetti il 31 luglio 1794 l'imperatore ha emanato un dispaccio nel quale è accolto pari pari l'accordo stipulato fin dal dicembre 1792 fra i deputati del consiglio civico e quelli della Congregazione generale, ad eccezione del punto riguardante l'estimo, quello su cui gli estimati erano disposti a cedere. Il dispaccio fa inoltre propria, almeno in via di principio, l'istanza più profonda dei possessori provinciali, il ritorno cioè al censo teresiano. A capo della città e provincia sono posti, come in passato, il consiglio civico e la Congregazione generale con le rispetive prerogative e facoltà dipendentemente dalla rifforma censuaria 27 Ge-naio 1756 s.47).
Non è il caso di elencare qui le varie competenze dei due organi, ma segnalare piuttosto che viene restituito alla Congregazione generale degli estimati il diritto di eleggere alcuni ufficiali della provincia e una parte dei membri della Congregazione municipale.
Quest'ultima conserva la composizione datale da Leopoldo II nel gennaio 1791, con la differenza però che si impedisce ai decurioni di
45) Anche prima della Congregazione generale del 5 giugno 1793, importante perché dovevano essere discussi i punti di divergenza fra i due corpi, non è stato possibile convincere i milanesi a presentarsi. L'intervento dei Milanesi secondo il solito sarà scarso, ed ecco il frutto delle nostre fatiche , commenta amareggiato Benedetto Arese Lucini scrivendo a Giuseppe Vitali Rizzi, da Milano 29 maggio 1793 (in ASCP, Archivio Meriggi, e. 158). Anche Pompeo Litta, di fronte alle sollecitazioni del Vitali Rizzi, deve in più occasioni ammettere che ì rappresentanti milanesi saranno presenti in pochi (cfr. ad esempio la lettera a Giuseppe Vitali Rizzi da Milano, 19 marzo 1793, ibidem); ma finisce anche con irritarsi per queste continue lamentele: È inutile il replicarmi la necessità dell'intervento de' Milanesi alla Congregazione generale, giacché ella sa quanto io abbi loro ciò raccomandato , risponde da Labiate a Giuseppe Vitali Rizzi il 20 agosto 1794, ibidem.
46) Cfr, lettera di Stefano Chiappori a Giuseppe Vitali Rizzi da Pavia a Villanterio, 14 agosto 1794, ibidem.
47) Copia del dispaccio del 31 luglio 1794 è ibidem.