Rassegna storica del Risorgimento

PAVIA (PROVINCIA) RIFORMA 1794
anno <1992>   pagina <183>
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L'istituto provinciale a Pavia
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concorrere ai tre posti riservati ai nobili araldici; ciò che consentiva al ceto patrizio di avere garantita la maggioranza assoluta nell'amministra­zione provinciale.
Il dispaccio segna pertanto una dura sconfitta per il decurionato pavese, cui pochi mesi dopo se ne aggiunge un'altra: il 20 ottobre dello stesso anno la corte di Vienna chiude con un nuovo decreto la contro­versia fra consiglio generale e nobili e cittadini, riconoscendo a questi ultimi il pieno diritto di intervenire come esponenti della municipale alle funzioni pubbliche accanto ai decurioni.48)
Tutto ciò non significa che i patrizi pavesi accettino tali disposizioni, che anzi quest'ultima diventerà presto oggetto di ulteriori dispute nella Congregazione municipale, o che non riescano a sfuggire con espedienti vari alle norme sovrane. Tuttavia qualcosa di importante si è modificato; infatti non si riconosce più nel governo della provincia una posizione privilegiata al ceto decurionale; si afferma al contrario, esplicitamente, che i componenti della Congregazione municipale sono tutti uguali, hanno gli stessi diritti e doveri nell'esercizio delle funzioni; il che vuol dire che all'interno della magistratura il patrizio è pari al commerciante o all'impiegato.
Non solo, ma almeno formalmente, secondo i desideri degli estimati provinciali, i privilegi e l'influenza del patriziato pavese sono relegati al mero ambito civico e risiedono solo nel consiglio generale.
Qui termina la nostra vicenda, anche perché escono per sempre di scena alcuni dei protagonisti. Nel 1795 muore Giuseppe Vitali Rizzi; nel '97 lo segue Pompeo Litta. I rappresentanti dei due ceti emergenti, i cittadini e i nobili non decurioni, saranno coinvolti in prima persona nella Cisalpina. Il conte Fantoni sarà nominato nel 1796 dall'agente fran­cese in Milano amministratore di alcune opere pie, cioè ospedale S. Matteo, ospedale degli Incurabili, di S. Corona e dei Trovatelli.49) Stefano Chiappoli sarà chiamato, nell'estate del 1797, a ricoprire l'incarico di agente dei beni nazionali; egli è tra i pochissimi individui non presi di mira, anzi lodati dal Giornale del Ticino, il foglio radicale uscito in Pavia nel gennaio 1798 quale espressione di un gruppo di giacobini.50)
Per concludere, non si sa quanta parte abbia avuto nella soluzione data alla controversia fra estimati provinciali e decurioni pavesi la volontà dell'imperatore Francesco II e quanta piuttosto le pressioni del Wilczeck e del gruppo di governo giuseppino. Certo è che i due decreti imperiali appena ricordati rappresentano uno dei pochi interventi riformatori operati durante il regno di questo sovrano e costituiscono una seppur piccola breccia nel clima di involuzione conservatrice che caratterizzò gli ultimi
*8) Copia del decreto della Corte del 20 ottobre 1794 è ìbidem. È da rilevare che, come risulta dal decreto medesimo, è stata la Conferenza governativa a segnalare al sovrano le ingiuste pretese dei decurioni nei confronti dei nobili e dei cittadini con foglio del 4 ottobre e, sembra di poter presumere, a influenzarne le decisioni.
49) cfr. DE PAOLI, op. cit., p. 40.
50) Cfr. Ivi, pp. 60 e 80.