Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDI GIUSEPPE BIBLIOGRAFIA
anno
<
1992
>
pagina
<
186
>
186
Stefania Magliani
studi che comincia a privilegiare il pensiero sull'azione. Non sì può certo affermare che sia tramontato l'interesse per i temi tradizionalmente legati alla figura militare; gli argomenti trattati si muovono infatti dalle campagne di guerra allo svolgimento di singole battaglie, alle diverse imprese in più parti del mondo; si spazia dai grandi piani strategici alle azioni di guerriglia; si esamina la funzione dell'artiglieria e della cavalleria senza dimenticare il comandante di forze navali. Interessante risulta l'esame del reclutamento e del fenomeno del volontariato, allargato, a volte, a tutto il Risorgimento. L'immagine del generale, dell'eroe si sostanzia però in una visione a tutto tondo attraverso un approfondito esame della genesi e dello sviluppo delle sue idee politiche, istituzionali e anche religiose. 'Così, accanto a lavori di sintesi sul pensiero politico, troviamo contributi specifici che illustrano, tra l'altro, le sue idee sulla dittatura, sulle istituzioni municipali, la sua posizione di fronte all'Internazionale, il suo progetto di unificazione europea. Particolarmente interessanti sono i lavori di Romano Ugolini e Salvatore Candido che si sono occupati del periodo della formazione giovanile rintracciando nell'esperienza latino-americana la genesi del pensiero politico di Garibaldi. L'impostazione ideologica è stata poi approfondita e definita in maniera nuova soprattutto da Letterio Briguglio che ha evidenziato i rapporti con le origini del movimento operaio italiano e con il socialismo in generale.
Ancora altre novità emergono dagli studi di questi ultimi anni come i significativi apporti biografici che vanno a colmare alcune lacune. Se è vero che ancora assolutamente preminente è l'attenzione riservata alle vicende del 1860, ampie aperture si riscontrano per altri periodi della vita come quello del secondo esilio indagato da Cowie attraverso Cuba, il Nicaragua, il Perù, e l*Oriente. Alcuni contributi riguardano infine gli anni dopo il 70 con particolare rilievo al soggiorno di Caprera, riscoperto come un periodo di intensa e fruttuosa attività. Per quanto concerne le biografie generali, quasi tutte uscite nel 1982, si tratta prevalentemente di traduzioni o riedizioni o comunque di opere a carattere divulgativo; fa eccezione il lavoro di Mino Milani che fornisce un testo originale basato sulle ultime novità storiografiche.
Impressionante risulta l'ampiezza del mito e della tradizione garibaldina; sempre presente negli studi sull'eroe, si arricchisce però di risonanze quasi inaspettate in tutte le parti del mondo. A questo tema è stato dedicato nel 1982 il LI congresso di storia del Risorgimento, svoltosi a Genova, che ha esaminato il fenomeno in America Latina, in Giappone, nell'Europa Orientale, in Belgio, in Austria, in Francia, in Inghilterra e in Spagna. Gli stessi temi sono stati trattati anche in altre sedi, arricchiti poi da lavori sul mito nell'opinione moderata americana, in Russia, in Germania. Ancora, sono state rintracciate profonde ripercussioni in Asia e in Africa anche nella coscienza popolare tanto da incontrare in Cina un melodramma incompiuto sugli amori di Garibaldi. Per l'Italia Pier Giorgio Franzosi ha esaminato il mito nell'età umbertina e gioiitliana, Mario Isnenghi nel periodo dall'interventismo al fascismo mentre altri ne hanno ricercato gli influssi in alcune realtà locali. Un interessante contributo a questo fenomeno viene anche dai lavori di Sandro