Rassegna storica del Risorgimento

VALSCCHI FRANCO
anno <1992>   pagina <233>
immagine non disponibile

AMICI SCOMPARSI
FRANCO VALSECCHI
Ned ricordo di Franco Val-secchi, a pochi mesi dalla sua scomparsa, non possiamo disgiungere quanto egli abbia significato come storico, e su questo aspetto ritornerà, con animo più pacato, la critica nei prossimi anni e quanto perspicua sia stata la sua personalità umana, la cui immagine rimane ben viva in quanti lo conobbero. Sono prospettive diverse che tuttavia dn lui si integravano .profondamente.
Nato nel 1903 a Milano, si era formato in Italia, a Pavia ed a Milano ove aveva conseguito 'le lauree in legge ed in lettere: spontanea scelta di interessi per lui che proveniva da una famiglia di imprenditori lombardi. La conclusione di questi suoi studi era stata suggellata da due pubbhcazioni: un profilo di Giosuè Carducci, dato alle stampe nel 1929, ed una tratta­zione su Le corporazioni di arti e mestieri nell'organismo politico del Medio Evo, del 1930.
Ma già la sua esperienza culturale od umana si era fatta più ampia e diversa: si era sposato e, dal 1930 era in Austria, borsista, e poi profes­sore ospite a Lipsia ed a Vienna, ove apriva la sua casa a stimolanti incontri. I rapporti con il nuovo mondo accademico ed egli ricorderà sempre con ammirazione l'insegnamento dello Srbik e l'approccio con una diversa società, che usciva superandoli dagli anni duri della sconfitta, aiutavano il formarsi di una sua personalità di uomo e di studioso. Dalla osservazione della recente vicenda europea, da una nuova, avvertita espe­rienza di vita e di cultura, che egli recepiva senza preconcetti ideologici, pronto a coglierne insegnamenti e suggerimenti, la complessa vicenda umana gli si presentava da altre prospettive storiche, giudicata da altre culture, che pur con quella italiana si intrecciavano e si integravano, nell'inscin­dibile coinvolgimento ed unità della vita europea. Non ancora trentenne, già nel 1930-34, usciva la sua prima importante opera in due volumi: L'assolutismo illuminato in Austria e in Lombardia, che lo affermava storico nuovo e diverso e che segnava una acquisizione fondamentale negli studi sul perìodo, sì che in anni recenti se ne propose una ristampa. Già in questo suo studio egli dimostrava come avesse fatto tesoro dei recenti orientamenti della storiografia italiana, delle aperture del Croce e del Volpe che avevano studiato e sottolineato i nessi tra la storia italiana e quella europea nello sviluppo della cultura e nelle connessioni della politica, ma su questa strada egli andava oltre; già appariva chiara la prospettiva che avrebbe guidato tutta la sua opera di studioso: la ricerca