Rassegna storica del Risorgimento

VALSCCHI FRANCO
anno <1992>   pagina <234>
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Amici scomparsi
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dello stretto collegamento e dell'interdipendenza della storia italiana con la coeva storia europea.
Gli studi sui Settecento lo avevano indotto a spingere lo sguardo più avanti; i suoi interessi verso gli anni quaranta si spostavano con insi­stenza sul Risorgimento e si accentravano sul decennio che tra il 1850 e il 1860 vide ài primo decisivo affermarsi del processo unitario. L'approccio fu, innanzi tutto, quello politico-diplomatico: L'unificazione italiana e la politica europea (dalla guerra di Crimea alla guerra di Lombardia, 1854-1859): una raccolta di documenti con ampia introduzione e postillata da chiari, puntuali collegamenti, apparsa nel 1939. Essa ci appare quasi pre­messa alla ricerca sul momento centrale di questo periodo: II Risorgimento e l'Europa. L'alleanza di Crimea, che fu pubblicata nel 1948. Nella nuova opera, nata da uno scavo archivistico a largo raggio e da una attenta valutazione di tutta la storiografia europea, egli ribadiva la sua convin­zione che per una efficace e veritiera interpretazione dei fatti e dell'agire dei protagonisti fosse necessario collocarli e studiarli nell'incalzare degli avvenimenti europei: Non più l'Europa vista da Torino; ma Torino, il Piemonte, l'Italia visti dall'Europa . L'affermazione che egli pose a pre­messa della sua Crimea , divenne quasi formula ad individuare la novità dei suoi studi, ritornò frequente e fu ripetuta nelle rassegne sulla vita culturale del nostro secolo: essa ben sintetizza il passo innanzi, anzi, come affermò un suo compagno di strada, Walter Maturi, i due passi innanzi compiuti dalla storiografia per merito suo .
Preparando con numerose e .diverse ricerche, come era suo solito, il proprio contributo sull'età cavouriana .per l'VIII volume della Storia d'Italia della Mondadori, quello dedicato al Risorgimento, Vallecchi allargò agli anni precedenti e seguenti le sue indagini, estendendone il raggio cronologico, coinvolgendo più larghi spazi ed abbracciando numerosi argo­menti, inquadrando su un vasto sfondo Ha Questione d'Oriente, (individuando le trasformazioni che nella prima metà dell'Ottocento incisero sulla vita politica, sociale ed economica europea, seguendo il formarsi del mito napoleonico nei primi decenni del secolo e l'avventura europea del secondo impero, tratteggiando la politica europea e mediterranea deE'Inghidterra, ma anche approfondendo, in questo più ampio contesto, la vicenda italiana e la dialettica delle interpretazioni della storiografia. Ne furono occasione e stimolo i molti suoi interventi nel centenario del 1848; per quelli del 1859-60, e del 1870, ne sono testimonio i numerosi suoi articoli in riviste storiche e di cultura e gli incisivi elzeviri sui quotidiani.
È stata sottolineata l'attenzione del Valsecchi al gioco diplomatico, quasi una sua intensa partecipazione ad esso, mentre ne andava ricostruendo le vicende con incalzante tensione. È storia della diplomazia , si è talora un po' frettolosamente sentenziato. Forse meno si è rilevato come, a sottofondo di questo intreccio diplomatico, egli non ignori la complessa realtà politica, sociale ed economica che sospinge l'azione degli Stati europei ed i brevi richiami sono significativi , come attenta fosse la individuazione della realtà dei vari Stati italiani e dei movimenti di idee.
Negli anni Cinquanta i suoi studi, pur continuando su vari filoni suggeriti dalla storia risorgimentali e, ritornarono anche al Settecento, ed