Rassegna storica del Risorgimento

VALSCCHI FRANCO
anno <1992>   pagina <235>
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Amici scomparsi
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in essi l'interesse per lo snodarsi dell'intreccio politico-diplomatico si affiancò all'indagine, condotta ora in modo ampio, sulla vita anrministrativa, sull'articolarsi sociale, su-Ha temperie culturale dei vari Stati italiani, espressioni di società che si erano stratificate su differenti esperienze storiche, e ne seguirono la .profonda evoluzione nel secolo. Nel 1959, nel XII volume della Storia di Milano della Treccani, da sua ricostruzione della Lombardia negH anni delle Riforme, integrava ed ampliava i suoi precedenti studi in argomento e nello stesso anno il suo affresco dai molti colori, L'Italia nel Settecento, abbracciava l'intero settimo volume della Storia d'Italia della Mondadori. Lo coinvolgeva con appassionato interesse questo studio del Settecento italiano: un secolo che ben si prestava ad essere ripensato in prospettiva politica europea, perché vedeva gli Stati italiani travolti nella bufera di un difficile equilibrio o tesi ad imporre una propria difesa o a tentare una propria affermazione, destreggiandosi nella serrata gara di potenza e nell'incalzante duttile intreccio diplomatico che aveva a scenario e protagonisti i maggiori e medi Stati europei: mentre questi cercavano di infrangere le catene di un equilibrio che minacciava di vincolairne gli sviluppi, o si ergevano paladini di esso in una rinnovata e diversa distribuzione di forze, le terre italiane erano campo di scontro e posta in gioco. La geografia politica d'Italia ne uscì trasformata.
Ma dopo la prima parte del volume, a questo dedicata, la trattazione sul Settecento si snodava nei numerosi capitoli dedicati ai vari Stati o province italiane, ne individuava la vita istituzionale ed economica, sociale e culturale che ancora li caratterizzava all'inizio del secolo, e quale essa si veniva mutando nei successivi decenni, anche nell'impulso di una loro capacità di apertura alla vita e al pensiero del tempo ed all'azione propul­siva di nuovi uomini di governo: era il Settecento illuministico che, nel-l'affermarsi di una nuova concezione della società e dello Stato, trasformava l'Europa e nel quale anche il mondo italiano era presente con un suo originale pensiero e con impulsi di (riforma. H Valsecchi individuava nel complesso dialettico rapporto tra le forze .diverse, i fondamenti e le moda­lità dell'intrecciarsi della vicenda italiana con la coeva vicenda europea: un quadro tracciato sine ira ac studio, superato il preconcetto risorgi­mentale contro i secoli della decadenza e delle preponderanze straniere, ma anche le rivendicazioni postrisorgimentali del nostro imminente risorgimento, delle esaltazioni dell'itala gente, unica creatrice protagonista nel pensiero e nell'azione negli anni settecenteschi.
E le ricerche, ampliate su tutto l'arco del secolo, ribadirono in lui la necessità di una diversa scansione dell'età assolutistica; non più un tutto omogeneo pur nella sua evoluzione da assolutismo confessionale, ad asso­lutismo di corte, ad assolutismo illuminato; a lui apparve fondamentale lo iato apertosi tra due mentalità e due criteri d'azione che avvertiva profondamente diversi, ed accentuò il distacco tra l'assolutismo empirico e dinastico, ancora oriterio di governo nella prima metà dei secolo, e l'asso­lutismo illuminato che, nella seconda metà del Settecento, gettava le basi e creava le premesse dello Stato moderno: una distinzione, che già ap­parsa nella storiografia di fine Ottocento su Giuseppe II, era da lui accentuata quale nuovo momento della storia europea.
In tutti gli studi del Valsecchi l'attenta ricostruzione delle vicende