Rassegna storica del Risorgimento
VALSCCHI FRANCO
anno
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1992
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pagina
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238
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238
Amici scomparsi
pomeriggio, al termine della terza lezione settimanale. Nelle conversazioni sui nostri studi, sui problemi ed i dubbi che si accompagnavano alle nostre ricerche o che si affacciavano nella lettura di 'libri o di articoli, le sue puntualizzazioni erano illuminanti: si imponeva la sua razionale lucidità nel giungere a fondo delle questioni e nell'impostare i diversi temi, la nitidezza nel tracciare organici schemi, ma anche l'avvertita e sottile sensibilità nel comprendere, evidenziare e coordinare le molteplici fila che si intrecciano nella storia e neli'individuarne le differenze: una intuizione della realtà storica che appariva talora ancor più ricca ed attenta e duttile di quanto non si manifestasse nei suoi scritti. Ma a fianco di questa sua forte e lucida intelligenza, guidava le sue parole anche un profondo rispetto per il lavoro e le diverse personalità di ciascuno, che ne spronava l'impegno e la ricerca di una propria via. Non si è formata attorno a lui una scuola in senso stretto, ma si sono forgiate serie e responsabili figure di studiosi.
I libri, i discorsi di Valsecchi riflettevano la sua peculiare individualità intellettuale ma riflettevano anche i suoi gusti, le sue scelte di vita e di rapporti umani. Egli stesso riconosceva nel suo esprimersi ima certa inclinazione letteraria; nei libri e negli articoli costante e vigile era la sua attenzione al bello scrivere , ad una esposizione curata ed efficace per esprimere e rendere evidente insieme agli elementi collettivi, gli elementi individuali, accanto all'interno delle correnti e delle strutture, il fattore uomo, il valore e il contributo del fattore uomo. Una ricerca espressiva che egli perseguiva per naturale disposizione ma anche con un accurato e paziente lavoro di lima, per rendere affascinante e coinvolgente la lettura: ed in questo gusto per una esposizione accurata e brillante si rifletteva anche il suo amore per il bello e per l'armonia degli ambienti nei quali vivere ed il piacere della conversazione garbata ed effervescente ad. un tempo, suscitatrice di idee e di emozioni Amava una vita sociale raffinata, le pause negli ambienti mondani ma ad essi sapeva contrapporre la sua perspicace, pacata valutazione dei differenti pregi e dei diversi valori degli uomini. Amava il piacere dei viaggi alla scoperta di terre lontane, delle loro varie civiltà e dei differenti ritmi e valori di vita; la curiosità attenta per culture e mentalità diverse rendevano interessanti ed individuanti con icastica freschezza, nelle sue rievocazioni, i sempre brevi schizzi di paesaggi, di episodi, di figure.
Amava essere e presentarsi quale signore di mondo, arguto e galante, che lo faceva diverso nel più tradizionale ambiente accademico, e tale egli si sentiva ed era avvertito. L'occhio disincantato con cui guardava la vita si rifletteva nel gusto per la battuta incisiva, ma non mai sprezzante, nella barzelletta sapida, ma non mai volgare, nell'ironia garbata con la quale tratteggiava situazioni o evocava ricordi che, nel loro sorridente distacco, potevano suggerire in lui un pacato scetticismo. Ma mentre rimaneva vivo il suo ricordo, episodi di vita ed esperienze umane della vita accademica e dei molti allievi e collaboratori che si erano succeduti accanto a lui negli anni, non l'ho mai sentito parlare male di colleghi o dolersi per l'allontanarsi e il tacere di molti quando, per uno o altro motivo, egli non serviva più .