Rassegna storica del Risorgimento
VALSCCHI FRANCO
anno
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1992
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pagina
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244
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partivano e transitavano infatti i traffici che condizionavano l'attività economica della comunità), così come gli ebrei provenienti dai territori musulmani, mentre gli altri svolgevano attività difficilmente definibili (Saul Morte registra 85 senzeri di strazze , molti dei quali registrati genericamente con un compra e vende , quandanche non sono addirittura mendicanti) e per questo i più risultano sin dall'inizio esclusi dai vertici della comunità. Lo studio di Berengo prende inoltre in esame le vessazioni, non solo di natura economica, cui furono sottoposti gli ebrei negli otto anni (dal trattato di Campoformio alla pace di Presburgo) in cui le province venete entrarono per la prima volta a far parte degli Stati austriaci, vessazioni cui l'Università degli ebrei riuscì sempre ad opporre una tenace resistenza che permise alla Comunità di sopravvivere a questo primo impatto con l'amministrazione asburgica,.
Degno di particolare attenzione è anche il contributo di Luigi Balsamo, Gli ebrei nell'editoria e nel commercio librario in Italia nel '600 e '700 (pp. 49-65), da cui è possibile apprendere che è a Roma che nasce la stampa ebraica, addirittura nel 1469 (siamo agli albori della stampa), e che da qui si irradia nel napoletano, nelle Puglie e nelle Marche, mentre si distingue, ma in negativo, il maggiore centro editoriale europeo, Venezia, dove solo nel 1515 prese avvio la pubblicazione di opere a stampa ebraiche (ad opera di un cristiano, per giunta, Daniel Bomberg). Un'attività editoriale in cui prevaleva, così come per quella cristiana, l'elemento religioso: Quando la gente ha osservato David Amram vive nell'ansia quotidiana per la propria vita e nella paura della mano confiscatrice dell'oppressore non può avere inclinazione per i diletti della letteratura, a meno che appartenga a quella piccolissima schiera di ingegni eletti che, al modo dei filosofi antichi, possono vivere nel mondo libero dello spirito mentre il corpo giace avvolto in catene. In condizioni di dure prove e tribolazioni gli uomini pregano piuttosto che studiare, si procurano bibbie e libri di preghiere, non possiedono biblioteche (p. 51). Del resto, tale attività imprenditoriale trovava giustificazione nella grande domanda di libri, per lo più religiosi, da parte delle comunità ebraiche sparse in ogni dove: bibbie, testi legislativi e filosofici, scienze naturali e misticismo, grammatica e lessicografia, sono questi gli argomenti più ricorrenti usciti dalle stamperie di Venezia nel corso del secolo XVI, mentre in quello successivo prevalgono le opere rituali e devozionali, il tutto sottoposto a quelle precise regole di autocensura che gli ebrei italiani avevano adottato sin dal 1544. Con il declino del primato tipografico di Venezia, cominciano a sorgere altri centri: Livorno, Pisa, Mantova, Torino ma, soprattutto, Modena, nel cui ducato è riscontrabile però una attività commerciale imperniata di preferenza sulle librerie.
Corredato da una serie di interessanti illustrazioni fuori testo, raffiguranti per lo più particolari di alcune sinagoghe (italiane e non), il volume difetta, a mio avviso, in un unico punto: la mancanza di un intervento introduttivo che avrebbe potuto (e forse dovuto) riassumere il senso di queste giornate di studi e, soprattutto, render conto dei dibattiti che, come ai evince dalla stessa lettura del programma dei lavori, hanno accompagnato le numerose ed interessanti relazioni (11, oltre le tre già citate: VITTORE COLORNI, Cognomi italiani a base toponomastica straniera, pp. 31-47; RENATA SEGHE, Gli ebrei piemontesi nell'età dell'assolutismo, pp. 67-80; MARIO ROSA, Tra tolleranza e repressione: Roma e gli ebrei nel '700, pp. 81-98; FAUSTO PUSCEDDU, Documenti per la storia degli ebrei nello Stato pontificio esistenti nell'archivio della Camera apostolica, pp. 99-114; MASSIMO ACANFORA TORREPRANCA, / canti di Salomone di Salomone de' Rossi: una confluenza di tradizioni italo-ebraìche, pp. 115-133; FAUSTO PARENTE, Paul-Louis-Bernard Drach. L'ultimo cabbalista cristiano netta Roma della restaurazione, pp. 135-151; SERGIO ROMAGNOLI, Salomone Fiorentino tra fede, impegno civile ed elegia, pp. 153-164; DAVID CASSUTTO, Le sinagoghe piemontesi nell'età barocca, pp. 165-178; GINO BACINI, L'archivio dell'Università israelitica di Reggio Emilia, pp. 179-182; PAOLO CASTIGNOLT, Fonti per la storia degli ebrei a Livorno. Gli archivi locali, pp. 183-190; ROSSANA URBANI, Gli Eccellentissimi Protettori della nazione ebrea a Genova (1658-1797), pp. 197-201).
VINCENZO FANNINI