Rassegna storica del Risorgimento
VALSCCHI FRANCO
anno
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1992
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pagina
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245
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Libri e periodici 245
EMIDIO DE FELICE, Nomi e cultura. Riflessi della cultura italiana dell'Ottocento e del Novecento nei nomi personali, introduzione di Edoardo Sanguineti; Venezia, Sarin-Marsilio, 1987, in 8, pp. XVIII-286. S.p.
Il volume, ultimo di una nutrita serie che l'A. è venuto realizzando da qualche anno a questa parte, affronta, con originale impianto teorico e metodologico, il problema dei riflessi sulla cultura italiana dei nomi personali imposti ai figli dal primo Ottocento fino ai giorni nostri. La base fondamentale di rilevamento è costituita dall'elaborazione elettronica dei nomi personali contenuti negli elenchi telefonici di tutta l'Italia del 1981, integrata, per quanto riguarda i nati dopo il 1955, presumibilmente ancora non titolari di contratti di abbonamento al telefono, da indagini sugli archivi anagrafici di un centinaio dei comuni maggiori o più significativi. Da tale ricognizione è scaturito un insieme di circa 1.200 forme nominali, che costituiscono il repertorio globale sul quale si fonda la ricerca. Si tratta, dunque, di una fonte attuale, che del passato, specialmente di quello remoto, è capace soltanto di registrare le tracce più profonde e durature, mentre poco o niente può dirci di nomi legati a qualche particolare personaggio o momento storico che ha rappresentato una presenza più effimera oppure geograficamente più circoscritta, ma che magari, in una determinata fase, ha esercitato grande influenza sulla cultura e sull'immaginario collettivo della gente. Pur con questi limiti e pur tenendo conto del suo carattere occasionale e non sistematico, crediamo di poter concordare con l'A. allorché afferma che la ricerca ha la capacità d'informare su comportamenti, reazioni e tendenze, a livello razionale o emotivo, di particolari ambienti, sulla loro distribuzione e consistenza nelle diverse regioni, su aspetti insomma più ' sommersi ', altrimenti non facilmente rilevabili, della cultura, dei movimenti e atteggiamenti politici, sociali, economici e anche civili e morali, dell'Italia del Risorgimento e del primo secolo di indipendenza e di unità nazionale (p. 43).
Il lavoro è articolato in quattro parti. Nella prima vengono esaminati i nomi cosiddetti ideologici , quelli derivati, cioè, da correnti di pensiero, moti, guerre dindi-pendenza e guerre mondiali, movimenti e partiti politici dal Risorgimento fino al fascismo e all'antifascismo. Nella seconda vengono descritti i nomi letterari e quelli mutuati dal teatro e dal mondo dello spettacolo e dello sport; nella terza1" nomi di moda, augurali e affettivi; nella quarta, infine, i nomi dell'ultima generazione, quella che ha fatto registrare un vero e proprio sovvertimento del repertorio onomastico , espressione a sua volta di una altrettanto radicale trasformazione della cultura italiana: decadono i nomi religiosi e laici tradizionali, ha osservato De Felice, vengono recisi i legami con la tradizione onomastica familiare e con un nuovo e inatteso processo di massificazione delle scelte poco più di un centinaio di nomi di moda recente denominano quasi la metà dei nati in questi ultimi anni (p. 6).
In questa sede ci limiteremo a segnalare brevemente quanto emerge dalla lettura della prima parte del lavoro, che ha .più specifica attinenza con gli interessi della rivista. In primo luogo occorre dire che la matrice ideologica deve essere stata altamente produttiva, almeno fra l'inizio del XIX e la metà del XX secolo, se è vero che essa copre circa un quarto delle forme nominali attualmente censite. La loro frequenza, tuttavia, è oggi in genere assai scarsa, sia per il venir meno delle motivazioni originarie, sia, come ha opportunamente notato l'A., per la loro forte e spesso ingrata connotazione (p. 8): si pensi a nomi direttamente ripresi dai cognomi di celebri figure del Risorgimento, come Cairoti, Dandolo, Mameli; a quelli ricavati dai luoghi di celebri battaglie come Volturno, Solferino, Mentana, Aspromonte, ma anche Dogali, con il diminutivo femminile Dogalina, e Adua (che ancora, peraltro, denomina più di 6.000 italiane) con il maschile Aduo e Aduino; a quelli ancora di derivazione anarchico-libertaria come Ateo, Comunardo, Germinai, oppure mazziniana come Pensiero e Edera, con il maschile Edero ed Ederino; o quelli, infine, di matrice comunista come Marx e Marxina, Lenin e Uliano, per non dire dell'ormai rarissimo Statino.
Fra le considerazioni di carattere più generale che emergono dallo studio di De