Rassegna storica del Risorgimento

VALSCCHI FRANCO
anno <1992>   pagina <254>
immagine non disponibile

f54 Libri e periodici
con l'esame analitico di dodici processi per grassazioni, bande armate, omicidi, estorsioni, sequestri di persona, ribellioni alla forza pubblica.
La documentazione che l'autore fornisce è costituita complessivamente da quella presente nel testo, nonché da quattordici documenti trascritti in appendice e da ulteriori ventinove riprodotti in facsimile. La ragione di una storia superiore condannava il brigantaggio alla sconfitta radicale che ad esso in pochi anni toccò. Di qui l'impos­sibilità di configurare il brigantaggio come epopea populista, giustizialista o nazional-borbonico-meridionale, ma ciò esige che un giudizio storico superiore e la pietas dell'umanità civile e delle memorie napoletane riconoscano le ragioni e le pene di tutti i contendenti di allora, e di quelle dei vinti come di quelle dei vincitori a.28)
CARMINE VIGGIANI
DANIELA FEUSINI, Le finanze pontificie e i Rothschild 1830-1870; Napoli, Edizioni Scien­tifiche Italiane, 1990, in 8, pp. 245. S.p.
Gli studi sulle finanze dello Stato Pontificio al suo tramonto hanno conosciuto negli ultimi decenni un notevole incremento per opera di valenti studiosi come Gille, Pinchera, Bonelli, Rossi Ragazzi, Crocella, i quali, pur con ottiche diverse, hanno colto i momenti e gli aspetti più. significativi della lunga crisi attraversata da quel peculiare organismo statuale. Il libro della Felisini, studiosa della scuola di Luigi De Rosa, completa quegli studi con una ricerca originale, quella dei prestiti del ramo di Parigi della Maison Rothschild, frutto di un lungo lavoro di scavo negli archivi di Stato di Roma e del Vaticano, ed in particolare dell'attento vaglio delle carte Rothschild, conservate presso Les Archives Nationales de France. Nel contempo questo lavoro ci dà una sintesi agile ed organica degli ultimi quarantanni della vita finanziaria dello Stato Pontificio, che forse mancava in questo campo di studi.
11 taglio peculiare dato dall'A. al suo lavoro è quello del rapporto tra debito pubblico ed economia in uno Stato dalle risorse asfittiche e da una classe dirigente, quella ecclesiastica, non adeguata alle nuove esigenze della vita moderna.
A condizionare le scelte in materia finanziaria del governo romano erano state le forti spese per la difesa militare, che assorbirono insieme alle quote assegnate per la pubblica assistenza parte notevole dei cespiti dello Stato. Ad ogni congiuntura politica e militare sfavorevole, si assisteva ad una crisi finanziaria che non era suffi­ciente tamponare neanche con misure straordinarie, come l'emissione di nuovi titoli di consolidato o la vendita di proprietà camerali. Nel 1831, ad esempio, dopo i rivolgimenti politici dei mesi precedenti, fu la stessa Austria a pretendere i risarcimenti per le spese militari causate dal suo intervento in favore della conservazione, e ad intercedere con il Mettermeli presso i Rothschild per favorire il primo prestito contratto dal governo pontificio con il ramo francese di quella potente famiglia di banchieri, anche per far fronte al pagamento richiesto.
I Rothschild, che in quell'occasione s'impegnarono con il governo di Roma con tre milioni di scudi, pari a 16,2 milioni di franchi, avevano tutte le carte in regola per rispondere alle esigenze finanziarie dello Stato Pontificio, e offrivano al governo romano tali garanzie di solidità da far dimenticare sia la durezza delle condizioni imposte per il primo prestito sia la loro condizione di ebrei <p. 49). A questo primo intervento dei banchieri ebrei nella vita finanziaria dello Stato del papa ne seguirono negli anni successivi altri otto a sostegno delle disastrate finanze pontificie: nel 1832, nel 1833, il doppio prestito del 1837, quello del 1850 in seguito al ritorno di Pio IX da Gaeta, gli interventi del 1854 e dell'anno successivo, e infine l'ultima operazione del 1857.
28) G. GALASSO, Premessa, cit., p. 14.