Rassegna storica del Risorgimento
VALSCCHI FRANCO
anno
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1992
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pagina
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255
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Libri e periodici 255
Questi interventi straordinari non apportarono allo Stato alcun effettivo beneficio nella trasformazione strutturale della sua economia. Al loro fallimento contribuì l'assenza di una vera e propria cultura di riforme della classe dirigente ecclesiastica, cioè la sua incapacità profonda di accogliere le nuove istanze economiche e sociali e di accettare i princìpi politici costituzionali, che avrebbero minato l'assolutismo papale (p. 204). Concorse pure l'ostracismo delle classi possidenti, non disposte a sopportare gli oneri di una polìtica di riforme che avrebbe gravato essenzialmente su di esse, dato che per motivazioni di indole politica e religiosa non si voleva intaccare quel sistema assistenziale tanto capillare (soprattutto nelle città, e a Roma in particolare) quanto dispendioso per le casse dell'erario. Tali limiti contraddistinsero sia il pontificato di Gregorio XVI, sia quello di Pio IX (per non parlare di quelli precedenti, con la sola eccezione, peraltro rimasta sterile, del riformismo alla Consalvi). In questo contesto politico ed economico, i prestiti Roth.sch.ild, lungi dal costituire un impulso per l'economia, furono risucchiati da un sistema economico e finanziario in cui il disavanzo si trasformava da avvenimento finanziario straordinario a caratteristica strutturale del debito pubblico ,(p. 205).
Merito precipuo di questo libro è quello di aver inserito i fenomeni economici presi in esame nel più vasto affresco della storia politica e sociale da cui essi sono in definitiva originati. Non sfugge all'A. la complessa problematica storiografica sullo Stato Pontificio al suo tramonto e le correlazioni tra questioni di ordine finanziario e questioni di ordine diplomatico. Interessanti sono le ricostruzioni delle trattative per i prestiti tra la Segreteria di Stato e il Tesoriere Generale da un lato, e la famiglia Rothschild dall'altro, e alcuni risvolti prettamente politici che quelle trattative originavano: ad esempio, in occasione del prestito del 1850, James Rothschild cercò di utilizzare il proprio potere contrattuale per ottenere un miglioramento delle condizioni di vita della comunità ebraica romana; la controparte {Fornari, Antonelli) reagì in un primo momento negativamente, poi, costretta dalle necessità, decise di andare incontro a quelle esigenze purché esse non venissero troppo pubblicizzate (p. 144).
Altro merito dell'A. è quello di avere corredato il suo lavoro di numerose tavole {nel testo ed in appendice), buona parte delle quali elaborate su dati inediti, che danno una immediata lettura della situazione finanziaria dello Stato Pontificio al suo tramonto, e che rendono questo lavoro ineccepibile dal punto di vista tecnico oltreché narrativo.
CARLO M. FIORENTINO
STEFANO ALES, Dall'armata sarda all'esercito italiano (1843-1861), illustrazioni di Massimo Fiorentino; Roma, Stato Maggiore dell'Esercito. Ufficio storico, 1990, in 4, pp. 619140 taw. L. 58.000.
Il problema della individuazione di un nuovo modello di difesa, oggi quanto mai d'attualità, non può prescindere da una percezione di quanto, nel passato, è stato elaborato e deciso in similari o equipollenti situazioni.
Il valore della tradizione, nel senso positivo del termine, potrebbe essere, nella ricerca di nuove soluzioni, un elemento qualificante e di sicuro riferimento. Ciò è ancora più utile in una materia, come quella militare, in cui solo la crisi o l'emergenza possono avvalorare la bontà delle scelte, ovvero quando ormai non vi è più il tempo per porre rimedio ad errori o incompletezze.
E ben fa HJlIicio storico dello Stato Maggiore dell'Esercito a mettere a disposizione, non solo dei giovani quadri dell'Esercito, ma dì tutti coloro che si avvicinano alla problematica militare, opere come questa qui recensita. L'evoluzione dell'armata sarda nel periodo considerato può essere presa come riferimento di un modello di difesa che si adatta, via via, al diverso quadro che la politica e le aspirazioni della dinastia sabauda e dello Stato palesavano.
Oltre ad essere un volume tipograficamente ed editorialmente di livello superiore,