Rassegna storica del Risorgimento

VALSCCHI FRANCO
anno <1992>   pagina <256>
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256 Ubfi è periodici
l'ultima opera di Ales e Fiorentino è una testimonianza tangibile di come il modello di difesa sarda sia passato dalla sostanziale funzione presidiaria ed antirivoluzionaria di mantenimento della legge e dell'ordine, attraverso il fallimento della conduzione di una guerra ad una potenza superiore senza l'appoggio diretto ed indiretto di un'altra potenza superiore, ad un modello in cui ogni iniziativa di crisi o di guerra era adottata in presenza dì precise alleanze e precisi accordi operativi.
Il lavoro dì Ales, quindi, è incentrato sul fatto di mettere a disposizione dei sopra cennatì usufruitori materiali che nel loro quadro generale rilevano una precisa filosofia di scelte in modo tale che la struttura ordinativa dell'Armata sarda possa essere compresa in questa sua evoluzione ventennale.
Si ha quindi inizialmente una situazione in cui lo strumento militare sardo è indirizzato a compiti di controllo del territorio e presidio, in cui gli ultimi barlumi della Santa Alleanza ancora sono i principi informatori dell'approccio ordinativo.
In poco tempo, per cogliere gli aneliti unitari, questo strumento dovette essere adattato non solo a combattere in terreno aperto contro una potenza come quella austriaca, ma anche ad accogliere e, ove non fu possibile, a collaborare con quell'elemento volontario e spontaneo che era quanto mai distante dalla cultura, dalla mentalità e dall'operare quotidiano di detto strumento.
All'indomani della sconfitta, in cui la tradizione sabauda sostanzialmente ancora legata ai canoni reazionari ha i suoi ultimi riverberi, si innescano nella struttura sarda quegli elementi innovativi rappresentati da uomini che la guerra l'hanno fatta sul campi di battaglia (come Manfredo Fanti, Cucchiari, Cialdini, ecc.) e che saranno la classe dirigente e portante delle innovazioni avutesi nel cosiddetto decennio di preparazione. La spedizione di Crimea prima e la guerra del 1859 poi saranno, nel nuovo contesto diplomatico-politico, il banco di prova per gli innovatori . La successiva campagna nel meridione confermerà la validità delle scelte.
Gli aspetti strutturali dì questi successi possono essere colti nell'opera di Ales, aiutati dalle magnifiche tavole di Fiorentino che illustrano quegli aspetti secondari ma egualmente importanti (uniformi, vessilli, equipaggiamento, armamento, ecc.) che mate­rializzano, anche come fonte materica, i criteri di scelta.
Ciò potrà, a prima vista, sembrare una arida collezione di leggi ed ordinamenti, forse un pochino distanti da ciò che si intende per un libro di storia. Ma a ben vedere, cogliendo il processo di formazione della norma e i dettami di quella ingegneria giuridica che sempre sostiene un ordinamento, si possono individuare non solo aspetti importanti del nostro passato ma anche spunti e riferimenti per padroneggiare il presente. in ogni caso si possono, in parte, comprendere le ragioni che determinarono i nostri successi, ben vero più diplomatici che militari, che portarono bene o male a compimento il processo unitario.
Un volume di storia sui generis, ma pur sempre un ulteriore strumento per comprendere un settore come quello degli ordinamenti militari spesso nel cono d'ombra dovuto ad opere di carattere tradizionale ed allineate ai canoni dominanti. Certamente un editore commerciale non si sarebbe avventurato in un terreno cosi impervio, ma questo è un merito ulteriore dell'Ufficio storico dello Stato Maggiore Esercito che ha finalità diverse da quelle dell'editorialistica di commercio.
Il volume è articolato in due parti: la prima dedicata appunto agli elementi di struttura ed ordinativi dell'Armata sarda, la seconda ai Corpi (oggi li definiremo Armi): fanteria, artiglieria, cavalleria, genio, ai Corpi Amministrativi (ovvero ai Corpi Logistici) e a quelle organizzazioni tipiche del secolo scorso quali il Treno di Provianda e le Truppe di Casa Reale.
Particolare attenzione è dedicala ai sistemi di istruzione e di reclutamento, ove in maggior misura si palesa la volontà degli ordinatori non solo di recepire le nuove idee ma anche la loro volontà di metterle in pratica.
In particolare le attività sia sul personale che sui materiali, i corpi e gli enti speciali preposti, il sistema di reclutamento dei quadri, quello della truppa, nonché la giustizia militare, il sistema sanitario e perfino il servizio di rimonta, sono descritti