Rassegna storica del Risorgimento
LEGA DOGANALE ; MORICHINI CARLO LUIGI
anno
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1914
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622
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622
Fernanda Gentili
non aderendo Napoli, è il Piemonte quello ohe porta nella lega un maggior numero di consumatori, e quello ohe fa un maggior sacrificio entrandovi.
2 L'abbassamento della Tariffa Piemontese j per venire ad un livello uniforme con gli altri Stati della lega, non dovrebbe esser tale da compromettere la prosperità delle industrie del Paese. Ciò vuol dire che lo Stato Pontificio e molto più la Toscana dovrebbero rialzare le loro Tariffe : ma il Piemonte consente ad abbassare le sue proporzionatamente all'ampi iazìone di mercato che le sue manifatture guadagnano negli Stati della lega. È poi osservàbile che 1 interesse di tener le tariffe basse per noi decresce a proporzione delle difficoltà ohe accresce al contrabbando la diminuzione della linea su cui esso può operarsi.
3 Il Piemonte ò quello che ha un sistema più perfetto di amministrazione delle dogane, e ne ritrae annualmente diciannove milioni netti, oltre undici milioni netti dell7 importo del sale. Se nella lega si adottasse pel riparto degli utili comuni il principio del ZoUverein Germanico, cioè una ragione composta della superficie territoriale e della popolazione, il Piemonte perderebbe una parte della sua rendita attuale e la guadagnerebbero gli altri Stati. Dunque esso vorrebbe ohe pel riparto degli utili futuri si adottasse invece la proporzione degl' introiti lordi attuali, in modo che se oggi le rendite lorde delle dogane della Chiesa, Toscana e Piemonte- sono fra loro per esempio nella proporzione di 10 ad S, a 16, questa medesima proporzione si osservasse nella lega pel riparto degli utili comuni. Io ho combattuto molto questa idea dicendo che, se l'amministrazione Piemontese è più* perfetta della nostra, né viene di conseguenza che in Piemonte la rendita delle dogane corrisponda esattamente alla quantità di merci estere che il paese consuma, e da noi ali1 incontro questa consumazione (che è la vera e giusta base del riparto degli utili in una lega) apparisca molto minore del vero. Ho ben veduto peraltro che questa è per parte del Piemonte una condizione sine qua non : e che tutto quel che si potrà ottenere, sarà di riservare la stipulazione di un diverso principio di riparto dopo un triennio. D'altra parte mi sembra che il cedere a questa condizione ritarderà allo Stato Pontificio un aumento di rendita sopra le dogane ma non porterà nessuna diminuzione ; e intanto si guadagnerà pur sempre qualche cosa sopra le spese di percezione.
Ammesse dalla Santa Sede e dalla Toscana queste tre condizioni fondamentali pare che qui non avranno difficoltà di fare un atto diplomatico (il quale come ho avuto altre volte l'onore dì esporre all'Eminenza V.ra, sembra a me e al cav. Martini della più stretta necessità se non si vuol correre pericolo ohe le posteriori trattative dei Commissari rimettano in dubbio tutto l'affare) riservando l'ingresso a Modena e Napoli.
Torino, 17 ottobre 1847.