Rassegna storica del Risorgimento
VALSCCHI FRANCO
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1992
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Libri e periodici
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con il linguaggio appropriato, anche se questo può riuscire ostico a chi non ha dimestichezza con la terminologia militare. Una terminologia, però, necessaria per comprendere la realtà di quei tempi*
Una disponibilità dell'autore ad adottare anche termini più abbordabili dal grosso pubblico avrebbe inficiato il profilo ed i presupposti dell'opera. Infatti anche il linguaggio adottato aiuta, superata la difficoltà iniziale, a comprendere lo spirito e la filosofia che hanno inciso nell'adozione dei vari modelli di difesa adottati dal Regno Sardo.
Una bibliografia essenziale, articolata in documenti d'archivio, fonti edite e fonti iconografiche, completano quest'opera che, per il periodo preso in esame, può essere considerata anche come opera di riferimento per comprendere la struttura ordinativa iniziale dell'Esercito Italiano.
MASSIMO COLTRINARI
Die Protokolle des osterreichischen Minìsterrates 1848-1867, Serie V, Die Ministerien Erzherzog Rainer und Mensdorff, voi. IV, 8 maggio 1862-31 ottobre 1862, a cura di HORST BRETTNER-MESSLER e KLAUS KOCH, con una prefazione di HELMUT RUMPLER; Wien, Osterreichischer Bundesverlag, 1986, pp. LXVIII-363. S.p.; voi. V, 3 novembre 1862-30 aprile 1863, a cura di STEFAN MALFÈR, con una prefazione di HELMUTH RUMPLER, Wien, 1989, pp. LXII-457. S.p.; voi. IV, 4 maggio 1863-12 ottobre 1863, a cura di THOMAS KLETECKA e KLAUS KOCK, con una prefazione di HELMUT RUMPLER; Wien, 1989, pp. LXIII-423. S.p.
I tre volumi rappresentano un ulteriore segno deU'efficenza e della vitalità della commissione austriaca per la pubblicazione dei protocolli del consiglio dei ministri. La commissione si è anche arricchita di due nuovi collaboratori, Thomas Kletecìca e Klaus Kock; mentre tra i curatori ricompare il nome di Horst Brettner-Messler, collaboratore di Friedrich Engel-Janosi nella fase pioneristica dell'edizione dei protocolli, passato successivamente all'amministrazione degli archivi di Stato e ben noto ai frequentatori, anche italiani, della vecchia sala di studio dello Haus-Hof-und Staatsarchiv. Si è andata anche sviluppando la già intensa attività scientifica dei due membri storici della commissione (ma non va dimenticata l'oscura ma indispensabile opera redazionale di Inge Sieghart): Waltraud Heindl, che da tempo svolgeva ricerche sul ruolo della burocrazia imperiale anche nel periodo precedente a quello neo-assolutista da lei studiato per l'edizione dei protocolli, ha pubblicato un ampio e importante volume su burocrazìa e impiegati da Giuseppe II alla rivoluzione quarantottesca (Gehorsame Rebellen. BUrokratìe und Beamie in Osterreich 1780 bis 1848, Wien-Kòln, Bòhlau Verlag, 1990), mentre Stefan Malfèr è ritornato su un momento centrale dei rapporti austro-ungheresi nella prima metà degli anni '60, già esaminato da Josef Redlich, con lo stimolante saggio Der gescheiterte Ausgleichsversuch vom Mcirz 1863 (òsterreichische Osthefte, 32, 1990). A questo consolidamento organizzativo e scientifico della commissione si accompagna un molo sempre più incisivo della struttura di cui essa è parte, l'istituto austriaco per l'Europa orientale e sudorientale, che è diventato un nodo centrale nei rapporti con le storiografie dell'Europa orientale, intorno al quale convergono studiosi afferma ti e giovani storici provenienti da tutti i paesi della vecchia Mitteleuropa.
lì quarto volume della quinta serie (ministeri arciduca Ranieri-Mensdorff) prende in esame la parte centrale del 1862, anno che rappresenta un Rultepunkt, per usare un'espressione del prefatore Helmut Rumpler, nella complessa vicenda austrìaca degli anni '60: la politica estera e la questione costituzionale sembrano entrare In una fase di stabilizzazione. Il problema principale Ò rappresentato dalla creazione, sulla base delle premesse costituzionali, di uno Stato di diritto che porti l'impronta del liberalismo, ma che d'altra parte non riesce a liberarsi totalmente dai condizionamenti dell'ancora vicina era assolutistica e feudale. Il parlamento è ormai un fattore non trascurabile della