Rassegna storica del Risorgimento
VALSCCHI FRANCO
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1992
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Libri e periodici
vita politica austriaca: i curatori si soffermano sull'interessante confluenza che si viene a determinare tra le posizioni del governo e quelle della camera elettiva sulla questione dell'adeguamento della legislazione ai nuovi principi; l'opposizione della camera alta, lo Herrenhaus, porterà però appunto a soluzioni meno innovative, di compromesso con il passato. Nell'introduzione di Kock è opportunamente segnalato anche come il bilancio preventivo per il 1863 rappresenti il primo bilancio normale , cioè sottoposto all'approvazione parlamentare. La questione tedesca si pone in quei mesi soprattutto nei termini di una eventuale adesione allo Zolherein germanico: le riserve espresse dai fabbricanti di tessuti e dagli industriali del ferro austriaci erano destinate ad agevolare la politica di Bismarck. In Ungheria assumono particolare rilievo la questione dei protestanti e quella della ferrovia transilvana: la stretta collaborazione tra la commissione austriaca e quella ungherese .(quest'ultima cura la pubblicazione dei protocolli del consiglio dei ministri comune), collaborazione che rappresenta una delle caratteristiche più interessanti dell'iniziativa, ha reso possibile ai curatori austriaci un inquadramento più approfondito anche di questi problemi.
Dai protocolli del Ministerrat emerge anche la preoccupazione con cui vengono seguiti gli avvenimenti triestini: il clima nella città adriatica è considerato molto teso e si denunciano singoli episodi allarmanti, come una manifestazione congiunta italo-ungherese, svoltasi in occasione dell'arrivo in città di un corteo magiaro. Il consiglio dei ministri si esprime nel senso di raccomandare maggiore energia alle autorità di governo e di polizia a Trieste e di agire contro il podestà e la rappresentanza locale. L'obiettivo austriaco, come risulta dal protocollo della seduta del 10 luglio, deve essere quello di riportare la patriottica città sul binario buono; poche settimane dopo viene deciso lo scioglimento del consiglio cittadino, con la motivazione che esso ha assunto atteggiamenti ostili sia verso il governo sia verso le nazionalità non italiane della città. Al clima politico esistente nel porto adriatico e in tutto il Litorale è collegata la proposta dello Statthalter a Trieste, Friedrich Moriz Burger, di attribuire a un nuovo ministero della marina la competenza sulla marina mercantile e gli affari navali. La proposta, motivata anche con la necessità di tutelare gli interessi austriaci sul mare, viene approvata nella seduta del 25 agosto 1862, con l'opposizione del ministro del commercio, von Wickenburg, che in tal modo vedeva ridimensionate le competenze del suo dicastero. Alla nuova carica, che occuperà a partire dalla fine del '62, viene chiamato lo stesso Burger, che porterà così a Vienna la voce dell'alta burocrazia austro-tedesca familiare con i problemi del Litorale e decisa a difendere a Vienna i vitali interessi asburgici nell'Adriatico.
I problemi triestini, nella loro duplice dimensione economica e politica, ritornano anche nel quinto volume. Nella seduta del 14 novembre 1862 viene esaminata una proposta per l'ampliamento e l'ammodernamento del porto di Trieste, elaborata dalla Sùdbahn, e fatta propria da Burger e von Wickenburg. Il progetto aveva suscitato una forte opposizione da parte di alcuni influenti gruppi triestini, riuniti intorno a un membro della camera alta, Hans Constantin von Reyer. Burger e Wickenburg affermano la necessità che gli interessi generali della monarchia prevalgano su interessi ed egoismi settoriali, riuscendo alla fine a fare approvare la doro proposta. Su un piano politico un protocollo in data 2 gennaio 1863 nega la conferma all'elezione di Stefano de' Conti a podestà di Trieste, perché essa avrebbe significato la vittoria del partito italiano . La questione era destinata a protrarsi e a rimanere aperta nel tempo: ancora all'inizio di marzo il consiglio deve prendere in esame una supplica del municipio di Trieste, che insisteva per ottenere la conferma di Conti; ma è Anton von Schmerling ad opporsi con energia all'accoglimento di questa istanza. 11 tema dell'atteggiamento politico tenuto dagli italiani nella monarchia ricorre anche nella seduta in cui viene esaminata la richiesta presentata dall'Associazione dalmatica di Spalalo di essere autorizzata ad emettere azioni al portatore. Curiosamente i ministri si trovano di fronte ad informazioni antitetiche su Antonio Baiamomi: alcune fonti lo descrivono come un fanatico sostenitore delle tesi italiano-separatiste, altre come una figura di spiccati sentimenti patriottici. L'assenso alla richiesta degli italiani di Dalmazia prova che allora si prestava più credito all'immagine di un