Rassegna storica del Risorgimento

VALSCCHI FRANCO
anno <1992>   pagina <260>
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260 Libri e periodici
GUIDO DI MUCCIO, Storia di Vaìrano Patenora. Preistoria, storia antica, medioevale, moderna, risorgimentale, contemporanea; Pitigliano, ATLA, 1990, in 8, pp. 370 con ili. L. 30.000.
GERARDO ZANFAGNA, Vairano tra storia e leggenda; Curti, Stampa Sud, 1986, in 8, pp. 160 con ili. S.p.
Vairano Patenora è una cittadina di Terra di Lavoro attraversata da vicende sto­riche di indubbia rilevanza, l'ultima delle quali, la più discussa, ha interesse soprattutto risorgimentale: l'incontro di Vittorio Emanuele II e di Giuseppe Garibaldi, general­mente conosciuto come l'incontro di Teano, avviene in verità nel territorio municipale di Vairano Patenora, e precisamente a Taverna Catena. Lo ribadisce il Di Muccio nel 6UO lavoro, tracciando (peraltro il profilo del dibattito in merito e mettendo in buona luce il suo impegno. Ormai si può affermare con sicurezza che il re ed il generale si ritrovano in tenimento di Vairano e di là insieme procedono per giungere fino a Teano.
Certo, nei due volumi che prendiamo in considerazione non si parla solo di questo, ma di tutta la storia del nobile paese del casertano, dai tempi preistorici, documentati dal consistente cumulo di reperti rivenuti nella zona, alle presenze sannitiche, dall'età romana e dal Placito di Teano al regime feudale, dalle influenze rinascimentali ai giorni nostri. I due libri si integrano a vicenda, in quanto presentano una sintesi ordinata di tutte le vicissitudini del luogo e al tempo stesso costituiscono una guida in parte docu­mentata dei monumenti esistenti nella zona e del patrimonio d'arte e di cultura, di cui è ricca questa parte fortunata di Terra di Lavoro.
La storia (patria si forma attraverso queste ricerche di cultori locali più o meno appassionati, i quali fanno di tutto per mettere in buona luce la civiltà autoctona. In effetti, queste indagini particolari offrono agli studiosi più attenti materiale prezioso, spesso di prima mano, assai utile in seguito a tracciare conclusioni generali sulle vicende di ambiti territoriali più estesi e di interesse più vasto. Ci pare che in tale contesto debbano inserirsi i lavori del Di Muccio e dello Zanfagna, sicuramente indicativi di amore per il natio loco e di passione storica.
GAETANO ANDRISANI
MICHELE MANCINO, I mali dell'emigrazione. Storia e analisi, cifre e polemiche sulla più grande industria nazionale: la commercializzazione dell'uomo da parte delle classi governanti; II edizione, Casalvelino Scalo, Galzerano, 1988, in 8, pp. 184. L. 10.000.
PATRIZIA AUDENINO, Un mestiere per partire. Tradizione migratoria, lavoor e comunità in una vallata alpina (Istituto di Studi Storici Gaetano Salvemini); Milano, Franco Angeli, 1990, in 8, pp. 281. L. 32.000.
Tra i numerosi volumi di recente pubblicazione sull'emigrazione italiana, i due qui in esame si segnalano per un approccio affatto diverso al problema. Se nel caso della Audenino, infatti, si tratta di un'analisi molto dettagliata della esperienza migratoria dalla Valle del Cervo, nel biellese, che consente ali'A. di ricostruire la società locale e la sua crisi e dissoluzione nell'immediato secondo dopoguerra, nel caso del volume del Man­cino il ben più ambizioso obiettivo, una ricostruzione complessiva dell'emigrazione dal nostro paese dall'Unità ad oggi, è sostenuto da una documentazione storica indubbiamente insufficiente e giunge a conclusioni quantomeno discutibili,
Non recentissimo, e giunto nel frattempo alla seconda edizione nel 1988, I mali dell'emigrazione è, infatti, dedicato al tentativo di tracciare ima sorta di bilancio econo-