Rassegna storica del Risorgimento
PRINCIPATO CITRA STORIA 1806
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1992
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// Principato Cifra nel 1806
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atto di adesione al nuovo regime. Gli fu tuttavia imposto, come misura precauzionale, il soggiorno obbligato nella capitale, sotto il controllo diretto della polizia. Soltanto nell'autunno i francesi, finalmente convintisi della sincerità del ralliement dell'antico e temuto capomassa, si sarebbero decisi ad accogliere le sue profferte ed a prenderlo al loro servizio. Il 4 ottobre, infatti, egli venne nominato capitano comandante della Compagnia franca delle guide della divisione militare di Terra di Lavoro, da lui stesso formata. Il piccolo corpo assunse l'anno successivo, dopo essere stato rinfoltito dai ribelli capitolati a Maratea, il nome di Cacciatori di montagna di Principato Citra, che, impiegato sino al 1809 nella lotta al brigantaggio, non godette però mai di buona fama.10)
In realtà, ad inceppare ed a rendere impossibile la resistenza armata delle masse avevano contribuito grandemente le incertezze e le contraddizioni della corte borbonica, le remore di molte delle stesse autorità locali e, soprattutto, la rapidità dell'invasione napoleonica. Risultò pertanto un provvedimento tardivo ma opportuno l'ordine emanato dalla reggenza, alla vigilia dell'entrata dei francesi a Napoli, di sciogliere le masse e di non opporre resistenza all'esercito invasore.11) L'ordine, in effetti, non fu accolto dalle fortezze di Gaeta e Civitella del Tronto, né dalle masse operanti al sud del Sele, ma esso valse senz'altro a scoraggiare e disorientare ulteriormente i partigiani della dinastia borbonica.12)
!0) Cfr. F. BARRA, Cronache, cit., specie pp. 279-280 e 379-380; Insorgenza e brigantaggio, cit., pp. 152-155.
Nonostante le malefatte dei suoi uomini e specie dei suoi luogotenenti De Rosa e Tommasini, che finirono col cambiare nuovamente bandiera , Curcio riuscì a conservare la fiducia delle autorità napoleoniche, ed anche quando il suo corpo, di cui era tenente colonnello, fu incorporato nel I Reggimento leggero (25 agosto 1809), egli mantenne il grado di capobattaglione. In tale qualità partecipò, in quello stesso anno, alla campagna del Tirolo, venendo poi passato alla riserva (1812). Nella restaurazione, pur mantenendosi ligio al regime borbonico, non si distinse tuttavia per zelo reazionario né venne richiamato in servizio.
H) L'ordine fu cosi comunicato ai capi dei Corpi volanti: È volontà del Re nostro Signore che non si faccia opposizione veruna all'ingresso delle truppe francesi nel Regno; sicché nel prevenirlo a V.S. Ili .ma per espresso in tutta diligenza, Le partecipo di subito alzar mano dall'allistamento de' corpi volanti, e ritirarsi, facendo sentire seriamente nel real nome a tutti gli allistati e capi di essi, che vivano in pace nelle proprie case, né prendano la menoma parte nell'ingresso delle truppe francesi, e che non ardiscano di armarsi, e prendere armi, comminando loro i più severi castighi; ed ordinerà a tutti i Governatori locali che invigilino, e tengano l'occhio sorvegliante sugli allistati, acciò pienamente si esegua questo supremo volere dell'amabilissimo nostro Sovrano. Ne curi l'adempimento sotto la sua più stretta responsabilità (il preside di Montefusco, Giovanni Gal Ha ni, a Cesare Parise, Montefusco 13 febbraio 1806, in Archivio privato Parise, riprodotto in facsimile in G. VESPUCCI, Forino, cit., pp. 78-79).
*2) Dal passo dello Scorzo, il 18 febbraio, Curcio ad esempio denunciava che la gente manca, né vi è modo di unire delle masse, perché le popolazioni stanno scoraggiate per tanti ordini e contr'ordini, che sono andati in giro, e che vanno alla giornata <cfr. A. PUCA, G. Curcio Sciarpa, cit., p. 180).