Rassegna storica del Risorgimento

PRINCIPATO CITRA STORIA 1806
anno <1992>   pagina <297>
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// Principato Cifra nel 1806
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riguardi per i monaci, ed anzi si era giunti persino a maltrattarli, lette­ralmente divorando le risorse del grande e ricco monastero; e tutto questo senza tener conto ammoniva profeticamente l'ufficiale della grande influenza dei monaci sulla popolazione, e del fatto che essi avrebbero potuto cogliere la prima occasione favorevole per vendicarsi, suscitando la rivolta:
Le couvent est le plus vaste et le plus riche du royaume; ses revenus sont de plus de 60.000 ducats par an, et il en payait 30.000 au Roy. Comme :1 est situé au bas de la Padula, qui est devenue une station rnilitaire, tout le monde y afflue, et on en dévore les ressources, souvent mème on maltraite les moines, qui ont une grande influence dans le pays, et qui par là ont la possibilité de se venger un jour.
Per far cessare questa condotta quanto mai impolitica, Stroltz pro­poneva di stabilire nel convento stesso una guarnigione, al comando di mi ufficiale ferme et probe . In effetti, in seguito, la certosa sarebbe stata trasformata in caserma, ma non certo per perseguire gli obiettivi indicati dall'ufficiale.
Altro problema grave ed urgente era poi quello costituito dalla sicurezza e dall'ordine pubblico. Stroltz segnalava infatti alcuni punti infestati da bande di briganti , come i dintorni di Eboli, Campestrino, Padula, Lauria, le quali avrebbero potuto rendersi assai più pericolose se ad esse si fossero aggregati i numerosi soldati borbonici dispersi sulle montagne del Lagonegrese e del Vallo dì Diano. Per rassicurare gli abitanti e ristabilire la sicurezza delle comunicazioni, a giudizio dello Stroltz erano necessarie truppe de bonne conduite , della forza di almeno un reggimento.
Che l'ufficiale francese avesse sostanzialmente visto giusto, senza farsi condizionare da prevenzioni ideologiche o nazionalistiche, lo dimostrarono in pieno gli avvenimenti successivi, come risultò dall'intempestiva ma significativa sommossa di Camerota (11-16 maggio),14) e da quelle successive di Sasso e di Calvello, represse a fine giugno, dall'allacciarsi di trame cospirative in tutta la provincia e dalla costituzione di alcune bande d'insorgenti, come quella, assai temibile, formatasi in aprile nel Vallo di Diano ad opera dei vetturini Vincenzo Falco e Nicola Brandi e del fabbro Francesco Pisani, di Torraca, datisi alla macchia dopo aver trucidato alcuni dragoni francesi.15)
Dopo essersi impadroniti di Capri 1*11 maggio (si noti la significativa e non occasionale concordanza con l'insurrezione di Camerota), gli inglesi
M) ANP, 381 AP 7, fase. C. Berthier, rapporto del gen. Montbrun, comandante militare del Principato Ci tra, 15 settembre 1806, che riferisce che il 2 settembre la Commissione militare di Salerno aveva condannato a morte, in contumacia, quattro responsabili della rivolta di Camerota dell'I 1-16 maggio, ed altri tre a venti anni dì reclusione.
W Per più ampi dettagli su queste vicende cfr. F, BARRA, Insorgenza e brigan­taggio, clt., pp. 155-156.