Rassegna storica del Risorgimento
PRINCIPATO CITRA STORIA 1806
anno
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1992
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pagina
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301
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// Principato Cifra nel 1806 301
truppe della guarnigione, a cominciare dal suo comandante, un ufficiale polacco, sotto l'effetto della notizia della caduta di Lauria, ed aveva avuto per conseguenza la perdita di 180.000 cartucce, 7.000 paia di suole, bagagli e rifornimenti d'ogni genere. Lagonegro, difatti, costituiva il magazzino generale -del corpo di spedizione in Calabria. Sarebbe bastato, osservava il Vintimille, ritardare di sole dieci ore la ritirata per evitare quella perte immense ed irreparabile, poiché egli sarebbe giunto a tempo per salvare la posizione. Il suo arrivo aveva avuto comunque l'effetto di salvare dal massacro la guarnigione di Lagonegro, già completamente isolata ed accerchiata, e quindi senza via di scampo. Dopo essersi congiunti, i reparti avevano ripiegato su Casalnuovo.
Per il resto, tutto il Vallo di Diano era in rivolta, le truppe, in continuo movimento, non avevano un attimo di riposo, e per di più era difficilissimo procurarsi dei rifornimenti e soprattutto il vino, senza del quale i soldati non avrebbero potuto più. marciare, perché il calore era estremo ed anche di notte bisognava vegliare contro le sorprese ed i colpi di mano. Di fronte a tale situazione, essendo impossibile proseguire per raggiungere Verdier a Cassano, anche per la perdita dei rifornimenti di Lagonegro, e non considerando neppure opportuna la ritirata su Salerno, Vintimille ritenne, con esatto intuito strategico, che la cosa migliore da fare fosse di restare nel Vallo in attesa di rinforzi, precludendone intanto l'accesso alle masse che risalivano dal Cilento e dal Lagonegrese ed impedendo loro di congiungersi con le bande del De Rosa e di traboccare nella piana di Eboli: Cette insurrection a été tellement étendue que je crois de la plus haute importance de fermer à l'ennemi l'entrée de la vallèe.
Per realizzare tale obiettivo di grande rilevanza strategica, Vintimille fece presidiare Polla, all'estremità settentrionale del Vallo di Diano, da un distaccamento di 100 fanti napoletani, non più in grado di marciare, mentre egli nel frattempo attaccava all'alba del 19 Lagonegro, non per occuparla stabilmente, ma soltanto per intimidire i ribelli e dimostrare le sue capacità offensive, ed anche per tentare di recuperare qualcosa dai magazzini abbandonati (gli restavano infatti appena 60 cartucce a testa) e rialzare per quanto possibile il prestigio delle forze governative. Dopo di che ripiegò immediatamente su Casalnuovo, compiendo poi una marcia di ricognizione sulla strada tra Torraca e Sapri per osservare il nemico.27)
La manovra abile ed audace del generale francese ebbe grandi risultati strategici, e quindi anche politici, perché sostanzialmente aprì all'esercito di Massena la strada delle Calabrie da Campestrino a Lagonegro ed impedì il traboccare dell'insurrezione sino a Salerno. Pochi giorni più tardi, il 25 luglio, ricevuti rinforzi da Mermet, Vintimille fu inoltre in grado di attaccare e disperdere le masse dello Stoduti sotto -le mura di Atena Lucana, catturando due pezzi d'artiglieria, puntando poi decisamente su Lagonegro, questa volta non più come manovra diversiva ma come avanguardia del corpo di spedizione del maresciallo Massena, che marciava
2?) Gli effettivi del Vintimille etano i seguenti: 450 uomini del 52 fanterìa; 60 gendarmi napoletani; 70 dragoni del 7; 100 fanti napoletani; 50 ufficiali, per un totale di 730 effettivi.