Rassegna storica del Risorgimento
PRINCIPATO CITRA STORIA 1806
anno
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1992
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pagina
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303
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7/ Principato Cìtra nel 1806 303
ci è stata trasmessa dall'ufficiale Monitore Napolitano:30)
Sicignano era in rivolta, ed i ribelli ingrossati dalle orde dei loro simili occupavano le posizioni tra questo paese e Controne. Una colonna di truppe francesi, che marciava per le Calabrie, si trattenne un giorno per punirli. Si divise in tre piccole colonne. La prima marciò sopra Sicignano; sopra Controne la seconda; e l'ultima, meno forte di tutte, attaccò le posizioni dei nemici. Questi videro il piccolo numero di Volteggiatori che gli attaccava, e ciecamente si precipitarono su di essi. Le due colonne delle ali si strinsero, e caricarono maggiormente il nemico. La strage fu immensa. Sicignano fu dato alle fiamme. Il fiume Calore, nel quale i cadaveri si rovesciarono, corse macchiato di sangue per lungo tratto. È una disgrazia lacrimevole che si sparga tanto sangue dei nostri concittadini. E sono ben dolorose le vittorie che si comprano a questo prezzo. Ma non v'è mezzo: uopo è distruggere la gente facinorosa, se vogliamo vedere ritornare la calma in queste contrade.
[...] In Sicignano quattro persone [della famiglia Bilotti] attaccate al buon ordine si rinchiusero nella loro abitazione, allorché accadde la rivolta, e si sostennero per quattro giorni; finalmente vedendo comparire da lungi un distaccamento francese, si fecero strada colle armi alla mano in mezzo ai ribelli. Due infelicemente ne perirono, gli altri due si salvarono, ed unitisi ai francesi ritornarono alla patria, ove trovarono trucidati le loro famiglie e messi a sacco i loro averi.
A Montesano, l'avanguardia del gen. Vandamme riuscì ad agganciare i borbonici in rotta, uccidendone una trentina e catturandone un centinaio, che vennero immediatamente fucilati, sorte che subirono altri 17 ribelli, rastrellati sulle montagne tra Sicignano e Petina.31)
Secondo l'analisi, affrettata ma politicamente significativa, che della ribellione nel Vallo di Diano compiva il Monitore Napolitano, responsabili primi dell'insorgenza legittimista erano frati e monaci, ed in particolare quelli della certosa di Padula:32)
3Q) Il Monitore Napolitano, 5 agosto 1806, n. 46. In seguito il comune, dopo aver esposto le angustie nelle quali vedevasi ridotto per i saccheggi ed incendio sofferti per opera di pochissimi facinorosi briganti , implorò dal re Giuseppe l'esenzione dalle contribuzioni fiscali, che que' cittadini, rimasti senz'abitazioni, senza mobili, senza semoventi [animali! e senza mezzi da poter coltivare i loro terreni erano inabili a soddisfare . Su questa richiesta così si espresse l'intendente di Salerno, Charron, l'8 novembre 1806: Non vi è dubbio che taluni briganti di Sicignano uniti in massa con altri forestieri, per gli atti ostili e viva resistenza fatta alle truppe francesi, richiamarono su quella infelice popolazione la di costoro indignazione. Esse vi entrarono ostilmente coi ferro e col fuoco, dal quale pochissime abitazioni andarono esenfi. Lo stato della popolazione è compassionevole. La sola clemenza del sovrano può farla risorgere dal peso orribile della miseria in cui si trova (in F, BARRA, Cronache, cit., p. 278).
31) Cfr. il Monitore Napolitano, 5 agosto 1806.
32) Ibidem.